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Collaborazione CREA-MISE per lo sviluppo del fotovoltaico nell'agricoltura

Uno sviluppo del fotovoltaico compatibile con l’agricoltura

I cambiamenti climatici oggi sono una realtà e il mondo dell’agricoltura deve continuare ad essere parte attiva nel loro contrasto, anche perché è uno dei primi a subirne i danni. Per questo motivo l’agricoltura italiana è un soggetto fondamentale che con gli interventi energetici può non solo aiutare sul fronte dei cambiamenti climatici ma anche su quello della produttività del sistema paese, dato che è in calo, come sancito oggi dall’Istat, da anni. Circa gli impianti fotovoltaici sulle coperture in aree agricole non ci sono dubbi, ma la discussione, oggi, riguarda quelli a terra, per i quali è necessario porre molta attenzione per capire quali tecnologie e modalità utilizzare, per integrare al meglio produzione agricola ed energetica. Di sicuro è necessario risolvere le questioni legate all’iter autorizzativo. Non è possibile, infatti, che ci vogliano decine di passaggi e oltre due anni per ottenere un’autorizzazione. Si tratta di un nodo centrale che è necessario risolvere se si vuole aumentare la competitività della nostra nazione e utilizzare al meglio i fondi del Recovery Found europeo che richiedono progetti serrati, e ben stabiliti. Uno dei primi casi che dobbiamo prendere in considerazione è quello dei terreni nei quali non è possibile la coltivazione food perché inquinati. Bene, queste zone possono essere diretti alla produzione energetica risolvendo il quadro amministrativo, in attesa delle essenziali bonifiche. Oggi alcune regioni come Lombardia e Toscana vietano lo sviluppo del fotovoltaico su terreno agricolo.

Per questo, ho chiesto di estendere la partecipazione del gruppo di lavoro istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico al CREA, l’ente di ricerca del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, così da effettuare uno studio su tipologie di terreni e colture che possa fornire la base scientifica per una armonizzazione della normativa a livello nazionale. Sarà proprio il neo-direttore del CREA, il dottor Stefano Vaccari, a prendere parte al tavolo.

Ne ho parlato al convegno online “Fonti rinnovabili e imprese agricole: un matrimonio possibile” organizzato dal Coordinamento FREE nell’ambito di Key Energy.

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