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La vicenda delle delibere tardive riguarda ben 18 comuni in tutta la Puglia.

TARI: la confusione dell’Ass. La Volpe

Nel merito si è espresso il TAR Puglia, dando ragione ai Comuni”. Così l’Assessore La Volpe intervistato da FAX sull’inefficacia della delibera sulle tariffe TARI (Tassa Rifiuti) in quanto approvata tardivamente oltre il termine perentorio del 31 marzo 2018. Anche questa volta, come è già accaduto con la quota variabile relative alle pertinenze lo scorso anno, l’Amministrazione Vitto è in grado di protrarsi in mirabolanti peripezie pur di non ammettere l’errore con semplicità, umiltà e maggiore efficacia nel perpetrare quello a cui sono chiamati: ovvero, difendere il bene comune di tutti i polignanesi.

Il Consiglio di Stato, che è un ente superiore al TAR (ma questa sarà certamente cosa nota all’assessore La Volpe) ha già emesso diverse sentenze in merito come la n. 4104 del 29/08/2017, la n. 175, n. 176, n. 180 del 15/01/2018 e ancora la n. 397 del 2018 e la n. 240/2018: in tutti questi casi, la giustizia amministrativa ha sancito la perentorietà del termine di cui all’art.1 comma 169 della Legge n. 296/2006 entro cui deliberare le tariffe Tari per l’anno corrente.

Se poi l’assessore La Volpe vuol restare nell’ambito del TAR, può leggersi la recentissima sentenza n. 6535 del 9 novembre 2018 del TAR Campania con cui si sancisce addirittura l’illegittimità tout court della delibera. Vano e incomprensibile il tentativo di confondere le acque tirando in ballo il PEF (Piano Economico Finanziario) e le sue scadenze: si tratta di un altro atto che il Comune deve predisporre nei dovuti tempi (pena l’ammonimento e il successivo commissariamento da parte del Prefetto) che nulla c’entra con l’oggetto di contestazione che qui è la delibera di determinazione delle tariffe TARI. Inizio a pensare che non sia solo questa tassa ad essere indigesta alla Giunta Vitto ma che sia un andazzo generalizzato di affrontare le singole questioni della macchina amministrativa. Di certo sull’argomento è il caso che si esprima il Sindaco dei Sindaci pugliesi Domenico Vitto, anche perché questa vicenda delle delibere tardive riguarda ben 18 comuni in tutta la Puglia: a meno che non voglia incappare nelle figuracce già facce con la precedente vicenda TARI. In merito al ricorso di Milano, invece sebbene sia stata data ampia eco alla notizia non è stato reso noto né se chi ha presentato ricorso ne aveva diritto né le modalità con cui questo ricorso è stato presentato.

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