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Nei fatti, il centrosinistra pugliese non ha mai condotto alcuna battaglia concreta contro l’inutile gasdotto TAP
Nei fatti, il centrosinistra pugliese non ha mai condotto alcuna battaglia concreta contro l’inutile gasdotto TAP

TAP: la Regione Puglia continua ad essere ambigua

Dalle prime dichiarazioni rilasciate dal Presidente Introna a seguito della conferenza di servizi presso il Mise, la giunta regionale ribadisce il “no” all’approdo a Melendugno ma un “sì” di fatto al progetto. I parlamentari pugliesi del MoVimento 5 Stelle reputano ambiguo l’atteggiamento della Giunta regionale che sulle fonti fossili ha cambiato, a loro parere, spesso le dichiarazioni pubbliche ma che non si è mai opposta chiaramente con atti formali e costanti nel tempo. Il M5S, inoltre, ribadisce una convinta opposizione al TAP in qualunque località.

Se la Regione Puglia voleva realmente negare il progetto del gasdotto TAP poteva impugnare la legge di ratifica tra Italia e Azerbaijan nonché l’articolo 37 dello ‘Sblocca Italia’ relativo ai gasdotti. Neppure sul decreto Sblocca Italia non si hanno ancora notizie di una impugnazione di fronte alla Corte Costituzionale, nonostante le diverse dichiarazioni di esponenti di spicco di PD e SEL, rilasciate nelle settimane scorse in opposizione all’art. 38 sulle trivellazioni. E comunque nulla viene detto dai rappresentanti di centro sinistra sull’articolo 37 riguardante i gasdotti. Ricordiamo che qualunque approdo del TAP aggraverebbe comunque l’impatto di emissioni e paesaggistico sul territorio pugliese e, pertanto, che sia nel leccese o nel brindisino, il gasdotto è inaccettabile. Ai rappresentanti di centro sinistra, che forse per troppo tempo sono stati e sono in Parlamento in compagnia di Berlusconi e sodali, è doveroso ricordare che l’Italia non è un’azienda e i fatti hanno già dimostrato che la gestione del Paese secondo meri parametri finanziari è un suicidio. Il centrosinistra, infatti, auspica uno sfruttamento del territorio facendo largamente uso dei combustibili fossili mentre il consumo di gas è in forte calo in Italia ed il TAP non è destinato, peraltro, a fornire gas al nostro Paese ma al resto d’Europa. L’atteggiamento del centrosinistra pugliese, al di là degli slogan, delle promesse in campagna elettorale e delle finte battaglie locali non è affatto ambiguo se invece si guardano gli atti ufficiali nei quali la Regione Puglia si è espressa a favore dell’altro gasdotto che giungerà a Otranto, il Poseidon, e le altre richieste di autorizzazione a trivellare in terraferma regolarmente rilasciate con parere favorevole.

Quale l’alternativa secondo il M5S dunque? Per non dipendere dal gas di Putin o di qualsiasi altro dittatore la strategia europea, italiana e pugliese dovrebbe puntare sull’autonomia energetica attraverso fonti rinnovabili distribuite e diffuse con impianti di piccola e media taglia e la riconversione energetica degli edifici:  progetti che genererebbero molti più posti di lavoro rispetto le opere che vertono sulle fonti fossili.  In un Paese civile si dovrebbe pianificare il futuro e non correre dietro all’interesse odierno delle lobby delle fonti fossili. Chissà cosa ne pensa Michele Emiliano ma soprattutto cosa intende fare concretamente per opporsi al suo partito sulla questione.

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