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Nell’evento tenutosi a Polignano, abbiamo illustrato alla cittadinanza le misure inserite nel cosiddetto "Decretone" dal Movimento 5 Stelle
Nell’evento tenutosi a Polignano, abbiamo illustrato alla cittadinanza le misure inserite nel cosiddetto "Decretone" dal Movimento 5 Stelle

Reddito di Cittadinanza e Quota 100 a Polignano

“Reddito e Pensione di Cittadinanza” e “Quota 100” hanno fatto il loro esordio anche a Polignano. Sabato scorso, infatti, presso la Sala Conferenze della Polizia Municipale si è tenuto il convegno che ho organizzato con Emanuele Scagliusi e con la partecipazione della consigliera comunale Maria La Ghezza (M5S). Al centro del dibattito l’illustrazione delle misure contenute all’interno del cosiddetto “Decretone” che, nel frattempo, ha superato lo scoglio del Senato e si accinge ad approdare alla Camera la prossima settimana.

L’approvazione di queste misure non è solamente una vittoria del Movimento 5 Stelle ma soprattutto di quelle persone dimenticate dalle politiche dei vecchi governi che non hanno fatto altro che aumentare disuguaglianze ed esclusione sociale.  Questi provvedimenti rappresentano un primo passo per ridare dignità a milioni di italiani.

Il Reddito di Cittadinanza è una misura di reinserimento attivo al lavoro che ha l’obiettivo di aumentare l’occupazione migliorando l’incontro tra domanda e offerta di lavoro e di contrastare la povertà e le disuguaglianze. Arriva anche in Italia, pertanto, uno strumento universale di welfare che esiste già in altri Paesi europei (come la Germania) e che permette a tutti i cittadini in difficoltà economica di ricostruire il proprio futuro con la formazione e il lavoro.

Un sostegno che può arrivare anche nelle tasche degli imprenditori se assumeranno disoccupati che stanno percependo, in quel momento, il reddito di cittadinanza o che può essere trasformato in un incentivo all’auto-imprenditorialità.

Nella sua funzione di contrasto alla povertà, questa misura include anche la Pensione di Cittadinanza con cui il Governo Conte aumenta le pensioni minime per i pensionati che soddisfano i requisiti per accedere al Reddito di Cittadinanza e che vivono al di sotto della soglia di povertà.

Quota 100, infine, è il primo passo della rivoluzione pensionistiche che milioni di italiani attendevano da anni: lo Stato risolve finalmente quel conflitto tra generazioni che ha costretto centinaia di migliaia di giovani alla disoccupazione o all’emigrazione. Grazie a Quota 100, infatti, 1 milione di persone nel prossimo triennio potranno anticipare la pensione fino a 5 anni rispetto ai requisiti della Legge Fornero: si va in pensione anticipata con almeno 62 anni di età e 38 anni di contributi versati.

Un’opportunità in più che chi ha lavorato una vita può cogliere. Favoriamo così il ricambio generazionale liberando più posti di lavoro per i giovani e rinnovando anche le competenze della forza lavoro. Ma, soprattutto, garantendo un pensionamento sereno a tutti coloro che hanno versato contributi lavorando una vita.

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