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Dal rilascio delle autorizzazioni al no-triv, per il M5S il centrosinistra di Vendola ha cambiato idea solo con l’avvicinarsi delle elezioni
Dal rilascio delle autorizzazioni al no-triv, per il M5S il centrosinistra di Vendola ha cambiato idea solo con l’avvicinarsi delle elezioni

No-Triv: l’incoerenza delle giunte Vendola

Il Consiglio regionale, capitanato dal Presidente Introna, si dichiara finalmente contrario alle trivellazioni, affermando che la rapida autorizzazione per la ricerca di idrocarburi nei mari pugliesi pregiudica la vocazione turistica della Puglia. Come approvato dagli stessi consiglieri, peraltro, la Regione farà ricorso presso la Corte Costituzionale ad un articolo del decreto “Sblocca Italia”. Ma per i parlamentari pugliesi 5 Stelle questo improvviso cambio di rotta collide completamente con le scelte sinora attuate e non sarebbe altro che un frutto delle imminenti elezioni regionali. Le Giunte Vendola, come del resto quella guidata dal suo rivale Raffaele Fitto, hanno rilasciato nel corso degli ultimi venti anni decine di autorizzazioni favorevoli per ricerca e coltivazione di idrocarburi, d’intesa con i governi che si sono susseguiti.

Grazie alle pressioni di meetup, i movimenti e comitati in difesa dell’ambiente, la Regione fa il suo dovere opponendosi alle trivellazioni in mare, dove il parere regionale non è vincolante. Sulla terraferma, invece, dove fino all’approvazione del decreto “Sblocca Italia” il parere della Regione era dirimente, le giunte di Vendola e Fitto hanno rilasciato decine di autorizzazioni. Il solo centrosinistra, nel corso degli ultimi dieci anni, ha rilasciato una decina di autorizzazioni favorevoli, d’intesa con il Ministero, per ricerca e coltivazione di idrocarburi che riguardano le province di Bari, Lecce, Brindisi, Taranto e Foggia. Sempre sul petrolio anche sul progetto dell’ENI Tempa Rossa a Taranto, la Giunta Vendola ha dimostrato il suo assenso prima non rispettando i termini temporali imposti dalla normativa di Valutazione d’Impatto Ambientale e poi, con un mese di ritardo dalla scadenza, esprimendo il suo assenso insieme a Comune e Provincia di Taranto.

Ma l’atteggiamento ambiguo ed ipocrita in tema di idrocarburi tenuto da Vendola e da tutta la maggioranza di centrosinistra alla guida della Puglia è emerso anche con il gasdotto TAP dove il provvedimento non è stato impugnato innanzi alla Corte Costituzionale e, inoltre, con il parere favorevole all’altro gasdotto, il Poseidon. Atteggiamenti che confermano che la Regione Puglia targata SEL è favorevole allo sfruttamento degli idrocarburi. Fatti che dimostrano come le giunte regionali degli ultimi venti anni si sono sempre dimostrate prone al volere delle multinazionali del petrolio, e non solo a quelle. Basti pensare che anche sulle energie rinnovabili Vendola ha lasciato le porte aperte, per molto tempo, a gruppi economici che hanno sfruttato, in lungo e in largo, la Puglia. Come dimostrano le diverse indagini della Magistratura, queste imprese sono spesso intrecciate con la criminalità organizzata e hanno ridipinto la Puglia con enormi torri eoliche e maxi impianti fotovoltaici deturpando il paesaggio e assorbendo gli incentivi economici provenienti dalle bollette elettriche degli italiani, senza promuovere piuttosto l’utilizzo delle fonti rinnovabili in maniera diffusa e distribuita. Vendola è riuscito ad ‘inquinare’ anche le fonti da energia rinnovabile, assoggettandole ad un puro interesse economico da parte di pochi ed a danno dei tanti pugliesi.

 

 

 

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