Home / EVENTI / No Triv: dalle spiagge ai referendum
Dopo la manifestazione “Giù le mani dal nostro mare”, il M5S prepara i referendum per coinvolgere le altre Regioni contro le trivellazioni

No Triv: dalle spiagge ai referendum

Puglia, Calabria, Sicilia e Basilicata sono state le regioni del Sud Italia che hanno fatto da scenario alla manifestazione “Giù le mani dal nostro mare” organizzata dal M5S. Anche quest’anno, gli Attivisti hanno deciso di scendere nelle spiagge per informare cittadini e turisti sulle conseguenze dei permessi per le prospezioni alla ricerca di idrocarburi nei mari del Sud volute dal Governo di Matteo Renzi. Una posizione, quella del leader fiorentino, condivisa anche dai rappresentanti PD pugliesi come Gero Grassi (vista la sua approvazione del decreto Sblocca Italia) ma che mette seriamente a repentaglio il futuro economico di questi territori che puntano sul turismo, il paesaggio e l’enogastronomia come volano per il rilancio. La manifestazione tenutasi a Polignano venerdì 28 agosto è stata applaudita dallo stesso Piero Pelù sul palco di Meraviglioso Modugno (“Oggi c’è stata una manifestazione ganza contro le trivellazioni che vorrebbe realizzare Renzi qui nel mar Adriatico. Sono convinto che Modugno avrebbe apprezzato”), mentre la tappa conclusiva tenutasi a Bari il 6 settembre ha visto una notevole partecipazione della cittadinanza.

 

 

In Regione Puglia, intanto, continua il lavoro dei consiglieri regionali M5S a supporto del lavoro dell’avvocatura regionale per i ricorsi ai permessi per la ricerca di idrocarburi, mentre è già pronta la richiesta di referendum abrogativo che verrà presentata al primo Consiglio utile. Il referendum abrogativo, redatto accogliendo favorevolmente la richiesta avanzata dal Coordinamento Nazionale No Triv e da Associazione A Sud ed ai sensi dell’art. 75 della Costituzione, presuppone un coordinamento urgente delle Regioni. È necessario, infatti, che la richiesta referendaria venga depositata entro il prossimo 30 settembre, affinché si possa andare al voto nella primavera del 2016 ed evitare così che i procedimenti per progetti di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi riavviati dall’art. 35 del “Decreto Sviluppo”, arrivino rapidamente a conclusione, anche grazie all’accelerazione impressa dallo “Sblocca Italia”.

 

 

Ci auguriamo che questa richiesta venga approvata all’unanimità, come forte segnale di tutela del mare e della terra. Verificheremo alla prova dei voti chi è davvero e concretamente dalla parte della Puglia. È tempo di passare dalle parole ai fatti dove, troppo spesso, il centrosinistra risulta purtroppo assente.