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Sull’Istituto Zooprofilattico Sperimentale (IZS), la Regione Puglia finalmente pronta alla riforma. Ancora silenzio dal Ministero della Salute
Sull’Istituto Zooprofilattico Sperimentale (IZS), la Regione Puglia finalmente pronta alla riforma. Ancora silenzio dal Ministero della Salute

IZS Foggia: pronta finalmente la riforma

È uno dei dieci Istituti Zooprofilattici Sperimentali d’Italia ma pare non essersi mai adeguato alle normative nazionali negli ultimi 20 anni. È l’IZS di Puglia e Basilicata, con sede a Foggia, che vive una fase di stallo amministrativo e gestionale, nonostante i dipendenti si prodighino quotidianamente nelle loro attività. Una situazione su cui è intervenuto, a metà settembre, il senatore D’Ambrosio, limitandosi a contestare la nomina di commissario straordinario del signor Ciro Mundi, a cui l’allora sottosegretario per la salute Fadda ha risposto che “non risponde alle norme attualmente in vigore”. E nonostante i solleciti del Ministero guidato dalla Lorenzin, sinora le Regioni non avevano ancora provveduto ai propri compiti. L’IZS è poi stato oggetto di una interrogazione in Commissione Affari Sociali alla Camera a mia prima firma. Un atto di sindacato ispettivo diretto alla Ministro Lorenzin che, nonostante sia stato depositato il 23 novembre scorso nonché risollecitato il 10 dicembre, non ha ancora ricevuto risposta. Poi è stata la volta dei parlamentari foggiani Mongiello, Bordo, Di Gioia, Cera e Sannicandro che, a fine gennaio, hanno presentato la medesima richiesta alla Ministro della Salute.

 

 

Sono davvero contento che sulla precaria ed insostenibile situazione dell’Istituto Zooprofilattico di Puglia e Basilicata ora si cerchi di trovare una soluzione definitiva, utile al comune obiettivo di tutti i cittadini pugliesi e lucani che usufruiscono del servizio dell’IZS. Abbiamo cercato in tutti i modi di ottenere un impegno preciso dal Ministero della Salute, visto il tentennamento delle Regioni interessate. Speriamo che questa sia la volta buona nonché quella definitiva per portare a termine una riforma necessaria. Se le misure attuate non saranno all’altezza, torneremo a chiedere un intervento governativo.

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