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. Bisogna intervenire subito in maniera parallela sulle due riforme fondamentali: governance e scommesse.

Ippica | Intervista a Gioconews

L’inizio della nuova legislatura quali obiettivi principali, sul fronte dell’ippica, dovrebbe portare con sé?

Questa legislatura dovrà finalmente realizzare quella riforma dell’ippica attesa da anni e che gli ultimi 3 governi (Letta, Renzi, Gentiloni), nonostante le deleghe, non sono stati in grado di portare a termine.

Ha presentato un Ddl alla Camera sul settore. Ce lo illustra?

Sostanzialmente è lo stesso che presentai nella scorsa Legislatura. Credo che l’ippica debba rimanere sotto l’egida pubblica dato che utilizza soldi pubblici e che sia necessaria l’istituzione di consulte tecniche, in grado di fornire alla governance tutti gli strumenti per poter prendere decisioni a favore dell’intero settore. Fondamentale è l’istituzione della Commissione del Benessere del Cavallo.

Cosa il Governo Gentiloni non ha fatto per il settore e cosa auspica faccia il prossimo Governo?

Diciamo che il problema è proprio questo: e cioè, che “non ha fatto”. Il settore è alla canna del gas e ci sono migliaia di famiglie che sono ridotte sul lastrico. Per non parlare dei cavalli che troppo spesso, come ci raccontano le cronache, entrano nel mercato della carne e delle corse clandestine. Per ultimo, il Governo Gentiloni ha regalato all’ippica un decremento del budget del 2,12% pari a -3 milioni di euro circa, passando da 141.231.390 € a 138.231.390 €. Nello specifico -2 milioni al montepremi, -0,5 milioni alle Società di corsa e -0,5 milioni al controllo disciplinare.

Cosa pensa della classificazione ippodromi del decreto Castiglione e della situazione dei fuori ruolo?

Credo che una corretta redistribuzione delle risorse per le società di corsa sia giusto in modo da superare il protocollo Deloitte e da premiare le società che offrono il miglior spettacolo nell’interesse dei cittadini e dei cavalli, però questa classificazione così come impostata porta a delle distorsioni assurde. Ci sono impianti, infatti, che arriveranno a prendere cifre incredibilmente alte rispetto ad altre realtà oggettivamente più funzionali.

La convince la riforma delle scommesse ippiche contenute nell’ultima manovra fiscale?

L’unica riforma delle scommesse utile sarebbe quella che porta al minimo il payment verso i giochi come slot, vlt, gratta e vinci ecc. che provocano danni enormi dal punto di vista sociale, ed aumenti il payment verso le scommesse ippiche che non presenta di questi problemi trattandosi di scommesse limitate nella giornata e ragionate. Se devo spendere 1 euro nel giocare una scommessa, preferisco giocare su un gioco che alimenta un intero settore produttivo che investe agricoltura, mangimistica, veterinaria, artigianato, ecc.

In che modo dovrebbe essere rivista la governance del settore?

Credo che nella governance ci dovrebbero essere in maniera paritetica tutti gli attori della filiera: proprietari di cavalli, allevatori, allenatori, drivers (o fantini), società di corse. A supporto ci devono essere delle consulte tecniche.

Sul fronte occupazionale, quali sono le misure da mettere in campo per tutelare i lavoratori di alcuni ippodromi che rischiano la chiusura?

L’unico modo per garantire l’occupazione è far ripartire il settore ed io credo che ci siano grandi possibilità. Il resto sono solo soluzioni temporanee.

In che modo si dovrebbe agire sul calendario corse, dato che spesso gli ippodromi lamentano l’impossibilità di programmare con il giusto anticipo l’attività?

La programmazione è fondamentale, serve un calendario annuale delle corse in modo da poter preparare al meglio l’attività per poter fornire il miglior spettacolo possibile, perché non dobbiamo dimenticare che l’ippica è spettacolo e deve emozionare.

I tagli a corse e montepremi in che modo potrebbero essere superati?

L’ippica è stata avviata in una spirale deflattiva dove più si taglia e più viene depressa e più si deprime e più viene tagliata. Bisogna intervenire subito in maniera parallela sulle due riforme fondamentali: governance e scommesse. Se non viene fatto ciò, l’ippica italiana, fiore all’occhiello a livello internazionale, scomparirà e con ciò perderemo l’ennesimo patrimonio italiano.

Intervista a Gioconews

Gioconews06.2018

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