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Intervista al settimanale locale “La Voce del Paese” edizione Polignano sulla vittoria di Trump negli Stati Uniti d’America e sull’imminente referendum costituzionale in Italia
Intervista al settimanale locale “La Voce del Paese” edizione Polignano sulla vittoria di Trump negli Stati Uniti d’America e sull’imminente referendum costituzionale in Italia

Intervista: Trump in USA, il Referendum in Italia

1) La vittoria di Trump vi preoccupa? Potrebbe stravolgere gli equilibri mondiali, compresi quelli europei?

Ogni qualvolta i cittadini esprimono la propria sovranità tramite il voto non c’è niente di cui preoccuparsi, non siamo preoccupati per Trump come non eravamo preoccupati per la Brexit. Cambieranno gli equilibri mondiali, le borse americane sono già in rialzo, cosi come dopo la Brexit quelle inglesi. Almeno per quanto riguarda la politica estera se Trump manterrà gli impegni presi in campagna elettorale, vedremo gli USA meno interventisti e guerrafondai (sotto la presidenza Obama premio Nobel per la Pace, sono partite 7 nuove guerre) e una NATO ridimensionata, una revisione degli accordi di libero scambio al fine di renderli più “fair” cioè giusti, quindi al contrario di quanto dicono la maggior parte degli “espertoni” e opinionisti del mainstream, il mondo potrebbe diventare un posto più equo e giusto. Per il resto delle politiche interne, pensiamo non sia giusto dare un giudizio preventivo poiché bisognerebbe conoscere bene la situazione interna del paese, oltre le informazioni dei media.

2) Secondo l’Espresso Donald Trump piace ai 5 stelle. Voi vi riconoscete nei suoi valori, nei suoi ideali, nelle frasi che ha espresso in campagna elettorale?

Il Movimento 5 stelle da più di 3 anni in piazza, in televisione e in rete parla della nascita dell’ISIS e del loro legame con i cosiddetti “ribelli moderati siriani” armati dall’occidente e artefici della più grande destabilizzazione del Medio Oriente, del ruolo degli USA in Libia e dell’indecente gestione dei rapporti con la Russia.

Ma nessuno, tra gli esperti radical chic da salotto televisivo, sembrava dare peso alle nostre posizioni, tanto da considerare immature le nostre linee di politica estera e di difesa. Oggi, finalmente le stesse vengono confermate apertamente dal neo-Presidente degli Stati Uniti d’America Donald J. Trump. Ci vanno riconosciute prese di posizione giuste ma all’epoca controcorrente, adesso che la corrente sta cambiando si sprecano le similitudini con Trump, ma vi ricordiamo che in precedenza siamo stati associati anche ai pirati tedeschi, a Tsipras, a Podemos, a occupay wall-street, a Le Pen, a Casapound e chi più ne ha più ne metta. Ma il movimento è differente da tutti questi partiti/movimenti e quando saremo al governo scommettiamo che in molti (denigratori) non avranno ancora capito il nostro potenziale.

3) In due parole: Donald Trump vi piace o no?

Dovrebbe porre questa domanda ai cittadini americani, noi ci asteniamo da dare giudizi a priori, giudicheremo i fatti. Come diceva Machiavelli: “Giudica alle mani, non agli occhi”. Su Obama c’erano grandi aspettative seguite da grandi delusioni, vedremo cosa succede questa volta.

4) Torniamo in Italia. Se vincesse il NO, cosa dovrebbe accadere?

Se vince il no, non ci sarà nessuna invasione delle cavallette o disastro come sostiene qualcuno. Semplicemente la costituzione resta la stessa, quella definita qualche anno fa “la più bella del mondo”. Tutte le grandi riforme promesse da Renzi si sono rivelate un flop come il job-act, la buona scuola e il salva banche. Quindi, dinanzi alla eventuale bocciatura delle riforme da parte del popolo, non gli resterebbe che rimettere le dimissioni a Mattarella.

5) Concludiamo il giro qui, a Polignano. Si avvicinano le elezioni e comincia l’intramontabile raccolta delle idee quartiere per quartiere. Voi non ne avete? In genere si fa perché non si hanno idee e programmi?

Il giro dei quartieri, come il direttore ben ricorderà, lo abbiamo già fatto, ma a noi piace stare tra i cittadini e ci piace che i cittadini comuni ci dicano cosa fare. Noi un programma lo abbiamo già dal 2012, all’epoca un embrione che è cresciuto grazie alle tantissime proposte protocollate in questi anni di attivismo, tra cittadini ed istituzioni, raccolte tra tecnici e non. Dopo le amministrative 2012 non siamo affatto spariti pur non avendo espresso alcun consigliere comunale. Anzi siamo sempre stati attenti, propositivi e abbiamo denunciato le storture di questa amministrazione. Abbiamo organizzato convegni su tanti temi, sui rifiuti e ambiente, sull’istruzione, sulla cultura. Decisamente non partiamo da zero, né si può dire siamo privi di idee. Tutto, peraltro, è sempre stato documentato su www.polignano5stelle.it

6) Non credete che sia sbagliato fare quello che gli elettori vogliono? Altrimenti che senso avrebbe votare dei politici?

È il concetto di fondo ad essere errato in questa domanda: guardare ai cittadini come meri elettori. Se invece con elettori s’intende poche persone, piccole e grandi lobbies o studi tecnici, allora sì, è sbagliato. Perché non esistono scelte impopolari se ascolti il popolo, purché informato, esistono le scelte di buon senso. Si presuppone inoltre che “gli elettori” votino non solo per una persona, ma anche un programma, che il “politico” dovrebbe rispettare. Oppure si sceglie di far tutto per i propri interessi ed è quello che fanno i vecchi partiti, in barba anche ai loro stessi programmi elettorali. E il politico, chi è? non è a sua volta un cittadino, prestato alle istituzioni e che tornerà ad essere un semplice cittadino? Ed è per questo che proponiamo un massimo di due mandati nonché il taglio degli stipendi delle cariche politiche. I cittadini possono e, soprattutto, devono occuparsi della cosa pubblica: vigilare e proporre.

7) Volete lanciare un ultimo appello prima del voto?

Quando si parla di cambiamento, ci si aspetta che si cambi in meglio. La riforma Renzi-Boschi-Verdini ci toglie il diritto di votare i senatori, trasforma i nostri sindaci in lavoratori part time che dovranno dividersi tra due, in alcuni casi casi tre incarichi (Sindaco, senatore, sindaco della Città metropolitana), crea caos istituzionale e conflitti tra Camera e Senato, crea dieci nuovi procedimenti legislativi, toglie poteri alle Regioni. È il cambiamento che volevamo? Il 4 dicembre per cambiare veramente il nostro Paese, iniziamo dicendo NO ad una riforma che darà ancora più potere a un’accozzaglia politica che ha solo bisogno di salvare la poltrona dai suoi fallimenti.

 

La Voce del Paese - 18.11.2016

La Voce del Paese – 18.11.2016

 

La Voce del Paese - 18.11.2016

La Voce del Paese – 18.11.2016

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