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Con il Presidente Cosimo Rummo ci siamo confrontati sulle azioni future che si intendono intraprendere per sostenere questa filiera, puntando sulla ricerca e l’innovazione .

In visita allo stabilimento Rummo per lo sviluppo della filiera cerealicola

Il contratto di filiera sottoscritto dal Pastificio Rummo con Coldiretti rappresenta un importante passo in avanti per la valorizzazione delle coltivazioni nazionali. Grazie ad una sburocratizzazione inserita nel testo di conversione del Decreto Cura Italia, abbiamo snellito le procedure per permettere ai coltivatori di incassare in maniera celere il contributo previsto dal Mipaaf per sostenere i contratti di filiera, uno strumento che abbiamo ulteriormente finanziato.

Il decreto attuativo, pubblicato in Gazzetta Ufficiale lo scorso 7 luglio, prevede infatti l’assegnazione di 10 milioni di euro per ogni anno a partire dal 2020 e fino al 2022, a cui si aggiungono i residui di stanziamento dell’esercizio 2019 pari ad ulteriori 10 milioni di euro. Il contributo di 100 euro per ettaro è destinato alle aziende agricole che abbiano sottoscritto entro il 31 dicembre dell’anno precedente alla scadenza della domanda, direttamente o attraverso un organismo associativo (cooperativa o consorzio), un contratto di filiera di durata almeno triennale. Il contributo verrà stanziato su massimo 50 ettari e sarà commisurato alle superfici totali dichiarate, con un valore massimo di 100 euro per ettaro: un aiuto che ricade nelle regole del regolamento de minimis, portato da poco definitivamente a 25mila euro nel triennio e innalzato a 100mila euro dal quadro temporaneo di aiuti per il Covid-19.

Con il Presidente Cosimo Rummo ci siamo confrontati sulle azioni future che si intendono intraprendere per sostenere questa filiera, puntando sulla ricerca e l’innovazione che, affiancate all’aggregazione, possono permettere agli agricoltori di ottenere un reddito maggiore e ai produttori di pasta di avere materie prime di alta qualità che si traducono in prodotti che sono il vanto del Made in Italy agroalimentare nel mondo. Si tratta di produzioni e capacità imprenditoriali che vanno sostenute e preservate da altri progetti, poco consoni per il territorio e il contesto, che ne minerebbero inevitabilmente gli sviluppi futuri.

Il Mattino04.09.2020

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