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Buon risultato che ci auguriamo sia solo il primo passo per il rilancio del comparto cerealicolo.

Grano: il Governo incrementa l’aiuto

I cerealicoltori pugliesi potranno contare su un ulteriore sostegno voluto dal ministro delle Politiche Agricole Gian Marco Centinaio e approvato dalla Conferenza Stato-Regioni. Il valore del pagamento accoppiato previsto dalla Politica Agricola Comune (PAC) in favore del grano duro viene incrementato così come per la barbabietola da zucchero ed il riso. Una decisione che questi comparti del primo settore attendevano in quanto il sostegno riguarda prodotti particolarmente esposti alla concorrenza internazionale.

Per il frumento duro si passerà, pertanto, dagli attuali 80,7 euro ad ettaro a 100 euro, con un incremento di quasi il 25%; il riso passerà da 96,7 a 150 mentre per lo zucchero si passa da 443,7 a 600 euro per ettaro. L’importo definitivo dipenderà dalle superfici ammesse a contributo, con fluttuazioni che in genere non superano i 3 euro in più o in meno. I soldi per finanziare questo aumento saranno presi dallo 0,9% del pagamento di base.

L’incremento del sostegno accoppiato ha come obiettivo quello di dare coraggio agli agricoltori affinché assumano impegni sempre più incisivi relativamente alla sostenibilità dei loro processi produttivi. Ciò rappresenta il modo per differenziare le nostre produzioni d’eccellenza, migliorandone la competitività sui mercati. Soprattutto per il comparto cerealicolo che attende l’istituzione della Commissione Unica Nazionale (CUN) sul grano duro nel capoluogo foggiano con la quale si potrà finalmente dare valore e reddito alle coltivazioni di qualità.

Apprezziamo l’interessamento e lo sforzo del ministro Centinaio per l’incremento dell’aiuto accoppiato ma auspichiamo che rappresenti solamente il primo passo del rilancio del settore cerealicolo perché, comunque sia, la strada da seguire è quella relativa ai contratti di filiera ovviamente redatti in modo tale che siano vantaggiosi sia per l’agricoltore sia per le imprese di trasformazione. Con l’obiettivo di sostenere davvero l’agroalimentare italiano e ridargli ulteriore slancio.

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