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Lavoratori in campagna

Decreto Flussi positivo ma lavorare per incrocio domanda-offerta

L’approvazione del Decreto Flussi nel Consiglio dei ministri rappresenta una notizia positiva per il comparto agricolo che ha atteso per tutto l’anno questo provvedimento. Saranno così ammessi in Italia 69.700 cittadini non comunitari residenti all’estero, di cui 42.000 unità per motivi di lavoro subordinato stagionale nei settori agricolo e turistico-alberghiero. La filiera agroalimentare italiana necessita ogni anno di oltre 340mila lavoratori stranieri che suppliscono alla mancanza di manodopera nei campi, spesso con profili altamente specializzati e qualificati. Nell’attesa che con l’inizio del nuovo anno sia possibile presentare domanda e si provveda all’annunciato aggiornamento del Decreto Flussi, come ribadito dal ministro del Lavoro Andrea Orlando, è necessario permettere finalmente l’incontro tra domanda e offerta nel comparto agricolo attraverso una piattaforma digitale.

Alcune associazioni datoriali hanno provato in autonomia, e in maniera lodevole a sopperire all’assenza di una piattaforma ufficiale ma è stato impossibile per ovvie ragioni supplire in maniera efficiente, divenendo punto di riferimento per imprese e lavoratori. Eppure sarebbe sufficiente mettere a sistema le banche dati pubbliche esistenti: quella delle imprese, con tutte le singole informazioni ivi incluse le particelle catastali, detenuta da Agea e quella dei possibili lavoratori posseduta dall’Inps, che è a conoscenza anche di quante giornate ha effettuato il singolo nel corso dell’anno e quante, dunque, gliene servono per raggiungere il minimo per poter accedere alla disoccupazione agricola.

L’innovazione tecnologica può tranquillamente permettere di far incontrare domanda e offerta attraverso una piattaforma digitale di facile accesso a tutti non servirà neppure inserire i propri dati, aziendali o personali, perché i database pubblici detengono già tutto. Basterà inserire la propria offerta/richiesta di lavoro e con un semplice sms si potrà anche mantenere la privacy. Questa soluzione, del resto, ci aiuterebbe a contrastare anche il caporalato perché finché chi necessita di un bisogno non riesce ad ottenere risposta dallo Stato, si rivolgerà sempre altrove. Anche alle vie illecite.

L’auspicio è che, accanto all’arrivo di manodopera dall’estero, si lavori dunque per permettere un immediato incrocio tra domanda e offerta per i lavoratori e le imprese presenti sul territorio nazionale. Nella missione ‘Inclusione e coesione’ del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza vi sono 27,63 miliardi di euro: risorse che in parte potrebbero essere utilizzate per raggiungere questo obiettivo, come abbiamo già richiesto in passato.

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