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L’Ue finanzia, l’Italia no. Gli agricoltori vengono così lasciati soli sui danni ai raccolti e sui relativi rimborsi delle assicurazioni stipulate
L’Ue finanzia, l’Italia no. Gli agricoltori vengono così lasciati soli sui danni ai raccolti e sui relativi rimborsi delle assicurazioni stipulate

Agricoltura: niente soldi per i rimborsi assicurativi

L’agricoltura è una priorità e i soldi per rimborsare chi ha investito per proteggere il proprio lavoro dalle calamità naturali si devono trovare e per questo, nell’immediato, invitiamo il Governo ad intervenire sul decreto 51 attualmente in conversione al Senato.

La notizia è stata diffusa in queste ore e riguarda la mancata disponibilità di fondi nazionali per coprire la spesa prevista dal regime di aiuto. Mentre la quota comunitaria del Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) è presente, a mancare è la compartecipazione nazionale: dei circa 218 milioni di euro necessari al rimborso degli agricoltori, l’Italia ha messo a disposizione poco più di 93 milioni, appena sufficienti per coprire il 27% della spesa ammessa a contributo e non il 65%, come del resto disposto dalla normativa comunitaria.

Un fatto inaccettabile che scoraggerà gli agricoltori dall’investire nella gestione del rischio agricolo e che, nell’immediato soprattutto, li farà trovare in grosse difficoltà economiche. Per questo, ci attendiamo dal ministro Martina faccia subito sapere come intende tamponare questa emergenza, l’ennesima dovuta alla scarsa lungimiranza sul reale fabbisogno del mondo agricolo. Ogni volta che accade un’emergenza e dei danni alle coltivazioni, il Governo si affretta a dire che, purtroppo, il Fondo di Solidarietà Nazionale non dispone di fondi e suggerisce di intraprendere la via assicurativa. Quando, poi, gli agricoltori stipulano polizze assicurative per i propri raccolti, vengono a mancare i soldi da parte del Governo. Un comportamento incredibile ed a tutto danno degli agricoltori italiani.

Dal prossimo anno, il sistema cambierà ed i contributi pubblici saranno erogati attraverso i fondi, pari a 1,4 miliardi di euro, del Piano di sviluppo rurale nazionale.

Il PSRN dovrà garantire anche i nuovi strumenti di gestione del rischio come i fondi di mutualizzazione e gli strumenti di stabilizzazione del reddito. Attendiamo, allora, la chiusura in Commissione Agricoltura della nostra risoluzione sul PSRN, considerando che le esigenze degli agricoltori sono tante e, al momento, il Ministero non riesce a farsene carico. Speriamo solo che la maggioranza, guidata dal Partito Democratico, non si metta a fare ostruzionismo dinanzi ai problemi reali degli agricoltori.

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