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Il M5S si astiene sul voto al decreto 51 del ministro dell'Agricoltura Martina perché ritenuto non sufficiente per ridare smalto al settore primario.
Il M5S si astiene sul voto al decreto 51 del ministro dell'Agricoltura Martina perché ritenuto non sufficiente per ridare smalto al settore primario.

Agricoltura: l’approvazione del decreto è solo un buon inizio

Un buon inizio, realizzato soprattutto grazie alla nostra spinta in Parlamento, che apre finalmente ad un lavoro serio per attuare politiche di rilancio e sostegno di tutto il settore agricolo, che sono ormai indispensabili.

Un decreto sul quale abbiamo deciso di astenerci poiché riteniamo che, pur contenendo dei provvedimenti importanti per i settori del latte e dell’olio, e pur traducendo nei fatti diverse delle proposte che in questi due anni abbiamo fatto in Commissione, sia un errore ricorrere alla decretazione d’urgenza per affrontare problemi che avrebbero potuto essere gestiti nel tempo e con maggiore ponderazione. Per tutti la questione “quote latte”, sulla quale oltre ad una gestione più oculata di questo strumento, si sarebbe dovuti intervenire prima che la loro fine avesse fatto precipitare tutti gli allevatori in un libero mercato per il quale non sono ancora pronti.

 

Sono stati importanti anche diversi risultati ottenuti dal Movimento Cinque Stelle durante l’esame del decreto, come l’emendamento sulle Commissioni Uniche Nazionali (a mia prima firma) che “rappresenteranno uno strumento fondamentale per la determinazione delle quotazioni di prezzo per le filiere del sistema” e con cui si andranno a sopprimere le vetuste Borse Merci in nome di una maggiore trasparenza ed imparzialità, ponendo fine alle distorsioni ed ai conflitti di interesse.

Se da un lato è grazie al mio ordine del giorno approvato durante la discussione del decreto relativo all’Imu agricola che gli agricoltori colpiti dal disseccamento rapido dell’olivo potranno ricevere indennizzi a valere sul Fondo di Solidarietà Nazionale, dall’altro riscontriamo, comunque, che altre nostre proposte, come quella di tutelare i lavoratori delle imprese danneggiate dalla xylella o di una maggiore attenzione agli strumenti per la gestione del rischio agricolo, non hanno trovato risposte nell’iter del provvedimento, così da motivare il nostro voto di astensione in Aula. Il settore agricolo è fondamentale per una ripresa reale e virtuosa del paese, tante sono le ‘emergenze’ ancora da affrontare, e per questo non smetteremo di incalzare il Governo.

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