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Sul piano di sviluppo rurale nazionale (PSRN), che affiancherà i piani regionali, il M5S presenta una risoluzione in Commissione Agricoltura alla Camera
Sul piano di sviluppo rurale nazionale (PSRN), che affiancherà i piani regionali, il M5S presenta una risoluzione in Commissione Agricoltura alla Camera

Agricoltura: ecco la ricetta M5S per rilanciare il settore

Una concreta occasione per rilanciare il settore agricolo affrontando problematiche strutturali irrisolte da anni”. È questo l’obiettivo dei deputati M5S della Commissione Agricoltura che chiedono formalmente al Governo di “progettare” le misure del piano di sviluppo rurale nazionale, meglio noto come PSRN, in modo da favorire il più possibile gli operatori del settore primario, che più di tutti scontano la crisi economica in atto, con un aumento costante dei costi di produzione e rese sempre più spesso compromesse dai cambiamenti climatici.

Oltre ai piani regionali (PSR), infatti, il regolamento UE n. 1305/2013 ha previsto la possibilità per ogni Stato Membro di predisporre un programma operativo di sviluppo rurale riferito al periodo 2014-2020, per fronteggiare una serie di problematiche di portata nazionale. Nella fattispecie, il Mipaaf si è concentrato sulle tematiche degli strumenti di gestione del rischio legato all’impresa agricola, oggi relegate alle sole assicurazioni agevolate, sugli investimenti di ammodernamento delle reti di adduzione e distribuzione irrigua con le relative opere di interconnessione e miglioramento strutturale delle reti deteriorate, sul miglioramento genetico del patrimonio zootecnico finalizzato all’aumento del patrimonio nazionale, nonché sul miglioramento genetico e la salvaguardia della biodiversità animale.

Questa tipologia di investimenti ha un’importanza strategica per la crescita di tutto il settore agroalimentare nazionale. Basta pensare al miglioramento del sostegno del reddito che si potrebbe generare con l’attivazione dei fondi di mutualizzazione mirati a coprire i risarcimenti per le perdite causate da avversità atmosferiche, fitopatie ed infestazioni parassitarie, poco appetibili per le compagnie assicurative. È necessario, però, che la soglia per accedere al contributo comunitario di questi fondi venga abbassata sotto il 30% così da renderla più appetibile agli agricoltori e consentire una maggior diffusione di questo strumento di sostegno. Non meno importante sarà il finanziamento agli interventi irrigui, in particolare per sollecitare ad una efficiente raccolta e trasmissione dei dati in UE che non pregiudichi la possibilità di implementare, attraverso programmi di investimento mirati, il piano irriguo nazionale. Allo stesso tempo sarà fondamentale l’avvio di programmi di conservazione del patrimonio genetico delle nostre razze autoctone, iniziando dalla creazione di un elenco univoco e condiviso delle razze presenti nel nostro Paese e assicurando l’interscambio e la fruibilità delle informazioni tra i vari database esistenti da parte di tutti i consulenti delle imprese agricole. Riteniamo che tutti questi impegni, assieme alla costituzione, in seno al Ministero dell’Agricoltura, di un gruppo di lavoro per la gestione della rete rurale nazionale, il coordinamento e l’eventuale assistenza tecnica alle autorità di gestione dei programmi regionali, siano una concreta occasione per rilanciare il settore. Per questo, chiediamo al Ministro Martina di esprimersi in merito alle nostre proposte (che ci aspettiamo prenda presto in considerazione, anche se non siamo colleghi di partito) e auspichiamo l’immediata discussione e votazione di questo provvedimento in Commissione.