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8 Marzo: consentire alle donne di guidare le aziende agricole con tutta la loro energia.

8 Marzo: agevolare le imprenditrici agricole

Come di consueto dal 1922, l’Italia celebra oggi 8 marzo la Giornata Internazionale della donna. Un momento di riflessione sulle condizioni femminili e sulle conquiste sociali, economiche e politiche nonché sulle discriminazioni e le violenze di cui sono vittime tuttora in molte parti del mondo.

Affinché vi siano pari condizioni, anche l’agricoltura ha elaborato strumenti per agevolare le aziende agricole condotte da imprenditrici, come nel caso della misura “Donne in Campo” gestita da Ismea, l’Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare del Mipaaf.

Questa importante giornata internazionale porta ad interrogarci sulle possibili innovazioni da attuare affinché, davvero, gli strumenti oggi esistenti possano agevolare le imprenditrici agricole in Italia ‘Donne in Campo’ permette di avere un mutuo sino a 300mila euro a tasso zero, finalizzato ad investimenti aziendali da garantire con beni immobili del valore pari ad almeno il 120%.

Inoltre, l’imprenditrice deve comunque assicurare mezzi propri per il 20% del progetto di investimento. Si tratta, in definitiva, di una pratica bancaria vera e propria ma a tasso zero: non un gran vantaggio in questo particolare momento storico di tassi molto bassi che non necessitano di partecipazione a bandi con i suoi vincoli, anche temporali. D’altro canto, Ismea dispone del bando Subentro-Ampliamento che assicura a tutti i giovani d’Italia sostegno per investimenti sino a 1,5 milioni di euro con, in più, un fondo perduto del 35%.

Dal confronto tra i due strumenti, pertanto, emerge come il primo sia ad appannaggio esclusivo delle donne non giovani che, peraltro, potrebbero avere una operazione bancaria magari di durata superiore e senza essere costrette a partecipare ad un bando.

Quali modifiche apportare, dunque, alla misura “Donne in Campo” per renderla davvero appetibile e concreta ora che la Legge di Bilancio l’ha rifinanziata con ulteriori 15 milioni di euro? 

La cosa più opportuna sarebbe trasformarla in un ‘voucher garanzia a costo zero’, da affiancare ad una pratica bancaria, con la funzione di agevolare tutti gli investimenti al femminile, senza necessità di mettere i propri terreni a garanzia.

 In questo modo, realmente tutte le donne, giovani e meno giovani, avrebbero un plus da poter utilizzare per la crescita dell’azienda agricola che conducono. Il ‘Voucher Garanzia’ avrebbe un costo inferiore per il bilancio dello Stato di ‘Donne in Campo’ offrendo benefici maggiori: un esempio di efficienza e di corretto utilizzo delle risorse pubbliche.

Una misura che auspichiamo, dunque, di emanare nel più breve tempo possibile, con la collaborazione e il supporto del Ministro Stefano Patuanelli, e che seguiremo passo passo nella sua applicazione, dialogando con gli istituti finanziari che devono percepire e saper interpretare l’interesse pubblico nella concessione di tali finanziamenti.

Solo così potremo dire che diamo veramente un sostegno concreto alle imprenditrici per consentire a tutte loro di impegnarsi per una agricoltura di qualità.

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