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Atteso da 30 anni, il Piano olivicolo nazionale punta sull’aumento della quantità, sul consumo informato e consapevole nonché sull’alta qualità
Atteso da 30 anni, il Piano olivicolo nazionale punta sull’aumento della quantità, sul consumo informato e consapevole nonché sull’alta qualità

Sempre più realtà il Piano olivicolo nazionale

La Commissione Agricoltura della Camera approva, finalmente, la risoluzione unitaria sul piano per il rilancio, il rafforzamento e lo sviluppo dell’olivicoltura nazionale. Obiettivo principale: l’incremento della produzione senza, per questo, accrescere la pressione sulla risorsa idrica, puntando alla razionalizzazione della coltivazione degli oliveti tradizionali, il rinnovamento degli impianti e lo studio di nuovi sistemi colturali in grado di conciliare la sostenibilità ambientale con quella economica. Si dovrà, al contempo, tutelare quell’olivicoltura a valenza paesaggistica a rischio abbandono o già abbandonata, incentivando la creazione di organizzazioni in grado di gestirne il valore storico e territoriale. Si punta sulla qualità dell’olio extravergine italiano e sulla consapevolezza dei consumatori per un acquisto cosciente delle peculiarità intrinseche ad un prodotto d’eccellenza.

Una misura attesa dalla filiera da ben trent’anni. Ora il Ministro Martina ha tutti gli strumenti per passare dalle parole ai fatti: monitoreremo affinché il settore olivicolo italiano abbia finalmente un concreto modello di rilancio e valorizzazione. Quello che può e deve essere il nostro oro verde, per troppo tempo, ha visto assente il mondo politico che, purtroppo, ha puntato su forme assistenzialistiche poco confacenti con produzioni di qualità ed eccellenza. Se il Ministero dell’Agricoltura tradurrà queste impegni in realtà, il comparto olivicolo potrà ottenere nuova linfa per il rilancio economico e produttivo. Noi rimarremo vigili.

Il piano olivicolo nazionale, che toccherà al Ministro Martina redigere, dovrà sostenere e promuovere l’attività di ricerca per implementare e migliorare la coltura olivicola, stimolando anche il recupero varietale delle cultivar nazionali delle olive da mensa e di nuovi impianti arborei. La filiera avrà un ruolo fondamentale per raggiungere questi obiettivi: l’aggregazione e l’organizzazione economica, alla luce della nuova OCM unica, introduce infatti lo strumento della contrattualizzazione tra produttori olivicoli ed acquirenti industriali e commerciali, ponendo le basi per la rivisitazione ed il rilancio del sistema delle organizzazioni di produttori e degli organismi interprofessionali.

Un accento particolare è stato posto sull’alta qualità dell’olio extravergine italiano, anche con l’attivazione di interventi per la promozione del prodotto sul mercato interno ed estero. Ma, soprattutto, attraverso il “consumo informato”, evidenziando le diverse proprietà salutistiche degli oli evo con l’utilizzo delle indicazioni salutistiche approvate dall’Unione europea e puntando sulla biodiversità, carattere distintivo dell’olivicoltura italiana. Informazione e divulgazione della conoscenza delle proprietà nutrizionali e salutistiche saranno fondamentali per combattere le contraffazioni e l’Italian sounding. Infine, i frantoi di particolare interesse storico-culturale che, con misure ad hoc (come un opportuno monitoraggio e la creazione di una banca dati presso il Ministero delle politiche agricole), potranno essere recuperati e divenire attrattive per scopi didattici.

Commenti

  1. […] corso a Torino, e la problematica del Co.di.Ro. (Complesso del disseccamento rapido dell’olivo). Ma a mancare è proprio la politica con le sue decisioni annunciate e mai attuate: è il caso del Pi…. Istituito con la conversione in legge del decreto 51 ad inizio luglio scorso, il decreto del […]

  2. […] posizione leaderistica. Serviva, infatti, l’ingresso del M5S in Parlamento per far approvare un piano olivicolo in Commissione Agricoltura seguito poi da un decreto legge (convertito con la 51/2015) che ha stanziato 30 milioni di euro (in […]

  3. […] a Montecitorio per predisporre urgentemente un piano nazionale del settore cerealicolo. Come per il piano olivicolo che siamo riusciti ad ottenere dopo una lunga battaglia in Parlamento ma che attende ancora i […]

  4. […] Nazionale, approvato tra l’altro con un anno di ritardo e dietro nostra continua spinta, con l’approvazione di una risoluzione a mia prima firma nel maggio 2015. Chiediamo che, alla luce di quanto promesso oggi, l’Esecutivo fornisca quanto prima dettagli […]

  5. […] piani olivicoli mentre nel nostro paese stenta a prendere avvio il primo piano ottenuto grazie alla nostra risoluzione in Commissione Agricoltura alla Camera e atteso da tantissimi anni dal comparto. Al contempo, in questi ultimi anni il prezzo medio […]

  6. […] ora, pertanto, che il Governo si concentri sul finanziamento dei piani produttivi nazionali di filiera, ad iniziare da quello olivicolo, piuttosto che perpetrare una politica di regalie al mondo delle banche, come per i 17 miliardi di […]