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Mentre il Governo prepara l’ennesimo taglio al SSN, i senatori pugliesi D’Ambrosio Lettieri (CRi) e Tomaselli (PD) firmano due “regali” per Big Pharma

Sanità: regalo pugliese per Big Pharma

Se nella recente Relazione sulla Finanza Territoriale, la Corte dei Conti ha calcolato che, per il rispetto del Patto di Stabilità, dal 2008 al 2014 il Servizio Sanitario nazionale ha subito tagli per 17,5 miliardi di euro (ben 2,5 l’anno); nel parere delle Regioni all’ultima legge di Stabilità, i tagli cumulati nel settore sanitario vengono quantificati in 31,7 miliardi. A questi, ora, bisognerà aggiungere l’ulteriore sforbiciata di 2,352 miliardi che verrà attuata attraverso l’approvazione del Dl Enti locali, che fa seguito all’Intesa Stato-Regioni del 2 luglio scorso. E mentre in Puglia la spesa farmaceutica territoriale pro-capite sfonda i 160 euro, ponendo la nostra Regione peggio persino delle non virtuose Sicilia e Campania, è pugliese la firma del nuovo “pacco regalo” al Ssn.

Nonostante il Dl Enti locali non tocchi minimamente il settore della farmaceutica mentre, ad esempio, quello dei dispositivi medici (che vale circa un quarto) è stato tagliato per 1,342 miliardi di euro in due anni, al Senato sono spuntati sei emendamenti, poi accorpati in due, all’articolo 9 a firma di esponenti di Forza Italia, NCD e Cri. Accolte dal Governo, le “piccole” modifiche normative pregiudicano possibili risparmi per circa 200 milioni di euro. Tra i firmatari, accanto al Presidente dell’Ordine dei Farmacisti Mandelli e a Gualdani, Santini e Milo, spiccano i senatori pugliesi Luigi D’Ambrosio Lettieri (barese, fittiano e vice Presidente dell’Ordine dei Farmacisti) e Salvatore Tomaselli (esponente del PD da Francavilla Fontana, Brindisi).

 

 

All’incapacità di programmazione del Governo che rende il nostro sistema sanitario largamente inefficiente, a cui non segue una svolta di cambiamento, riorganizzazione e razionalizzazione bensì la drastica volontà di tagli lineari, si affiancano i regali corporativistici come quelli a favore di Big Pharma e che vedono protagonisti, in una logica bipartisan pro lobby, i pugliesi D’Ambrosio Lettieri e Tomaselli. Come sempre con il Governo Renzi a comandare sono gli interessi delle lobby, mentre i cittadini e l’interesse comune italiano vengono posti in secondo piano.

 

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Il primo emendamento, infatti, fa in modo che, nel corso delle procedure di rinegoziazione dei prezzi, all’interno dei raggruppamenti di medicinali terapeuticamente assimilabili, vengano separati i farmaci con brevetto ancora valido da quelli a brevetto scaduto. Questo comporta di fatto l’impossibilità di un reale confronto, in quanto alcuni farmaci sotto tutela brevettuale sono gli unici presenti all’interno di un singolo raggruppamento terapeutico. I farmaci a brevetto scaduto hanno un prezzo di molto inferiore e, quindi, il mancato confronto potrebbe comportare un mancato risparmio di circa 100 milioni di euro. Il secondo emendamento, poi, elimina la riduzione automatica di almeno il 20% del prezzo dei farmaci biotecnologici dal momento della loro scadenza. In questo modo, in fase di rinegoziazione sul prezzo, potrebbe anche non essere applicata alcuna riduzione. Se Big Pharma ringrazia, i cittadini ne pagheranno le conseguenze.