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Il M5S chiede al Governo di costituirsi parte civile nel processo a Trani contro Standard & Poor’s e Fitch, le due agenzie internazionali di rating
Il M5S chiede al Governo di costituirsi parte civile nel processo a Trani contro Standard & Poor’s e Fitch, le due agenzie internazionali di rating

Processo Rating Trani: il Governo rinuncia a 120 miliardi

La prossima udienza per il processo alle agenzie di rating “Standard & Poor’s” e “Fitch”, accusate dalla Procura di Trani di aver manipolato, con i loro analisti e manager, il mercato internazionale tra il 2011 e il 2012, si terrà il prossimo 5 marzo. E dopo lo sconcerto per la mancata costituzione di parte civile del Ministero dell’Economia e della Finanza esternata dal pubblico ministero, Michele Ruggiero, che sostiene l’accusa contro le due agenzie, il M5S si prepara a chiedere spiegazioni al ministro Padoan. Con una interrogazione parlamentare a mia prima firma, infatti, chiediamo “per quali motivi il Ministro non si sia costituito parte civile, nell’interesse di tutti i consumatori italiani e dei bilanci dello Stato” e “se intenda farlo in vista della prossima udienza” anche alla luce “della diffida e della denuncia presentata da Adusbef alla Corte dei Conti”. L’attesa risposta andrà in scena in diretta tv, mercoledì 11 febbraio, durante il question time.

Il silenzio di Matteo Renzi e del Ministro Padoan è a dir poco agghiacciante. Quando si tratta di tutelare l’interesse degli italiani preferendolo alle lobby di potere, questo Esecutivo come al solito latita. Eppure i danni complessivi quantificabili dalla presunta condotta illecita di Standard & Poor’s e Fitch sono stati quantificati nell’ordine di 120 miliardi di euro. A rendere il tutto ancor più preoccupante è la possibilità, in caso di condanna delle agenzie di rating, di una rivalsa dei risparmiatori sulle casse dello Stato che, tramite un’opportuna vigilanza di Banca d’Italia e Consob, avrebbe dovuto impedire gli atti fraudolenti ora imputati a S&P e Fitch.

E se Bankitalia (già durante l’udienza preliminare) e la Consob (scelta praticamente obbligata dal TUIF) ad oggi sono state individuate come “parte offesa”, limitando così la loro partecipazione al procedimento a un ruolo di mere spettatrici, hanno formalizzato la costituzione di parte civile una ventina di risparmiatori e associazioni rappresentanti dei consumatori (tra cui Adusbef, Acu e Federconsumatori). L’associazione Adusbef si è spinta oltre e ha presentato una diffida nei confronti di Banca d’Italia, Consob e ovviamente il Ministero dell’Economia e Finanze per non essersi costituite parte civile nel procedimento e, inoltre, ha esposto denuncia alla Corte dei Conti per danno erariale.

Già il 31 ottobre scorso, i colleghi 5 Stelle della Commissione Finanze avevano presentato una interrogazione a risposta scritta, a prima firma Daniele Pesco (M5S), per chiedere alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al dicastero dell’Economia di far luce sulle condotte delle due agenzie di rating nonché sulla scelta processuale di non costituirsi come parte civile nel procedimento penale pendente a loro carico. Ovviamente senza ricevere alcuna risposta da Renzi e Padoan. Eppure qui si rischia di perdere un’incredibile occasione per le casse dello Stato, basti pensare alle ultime notizie che giungono dagli Stati Uniti.

 

 

Nei giorni scorsi, infatti, la società di rating “Standard & Poor’s” ha patteggiato con il Governo di Barack Obama una cifra pari a 1,5 miliardi di dollari nel procedimento sulle valutazioni gonfiate assegnate a obbligazioni legate a mutui, relative al periodo antecedente alla crisi finanziaria del 2008. Con il patteggiamento, la società pagherà 678,5 milioni di dollari al dipartimento di Giustizia americano e altri 687,5 milioni di dollari a 19 Stati dell’Unione e al distretto di Columbia per un totale di 1,375 miliardi di dollari. Mentre altri 125 milioni di dollari serviranno a chiudere la causa con uno dei maggiori fondi pensione degli Stati Uniti d’America per le valutazioni gonfiate su tre strumenti di investimento strutturati. Secondo il Governo USA, infatti, Standard & Poor’s” avrebbe fuorviato gli investitori, assegnando rating massimi a bond garantiti da mutui immobiliari, mentre il mercato collassava a causa della crisi.

Al processo di Trani saranno chiamati a deporre, tra gli altri, il governatore della BCE Mario Draghi, l’ex presidente del consiglio Mario Monti, il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, l’ex ministro Giulio Tremonti, l’ex presidente della Commissione europea Romano Prodi, il dirigente generale del dipartimento del Tesoro Maria Cannata ed il presidente della Consob Giuseppe Vegas.

La Gazzetta del Mezzogiorno - edizione 10.02.2015

La Gazzetta del Mezzogiorno – edizione 10.02.2015

Commenti

  1. […] Processo Rating Trani: il Governo rinuncia a 120 miliardi […]

  2. […] anche di divenire giudice, traendo conclusioni ancor prima del procedimento in corso a Trani. Il tutto a discapito degli italiani che avrebbero potuto veder difesi i propri interessi praticament…. Come del resto già accaduto negli Stati Uniti con Obama. Un Governo che dimostra, ogni giorno di […]