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La Puglia contribuisce con circa 230mila kg di mozzarella di bufala Dop. Montecitorio approva le misure per contrastarne la contraffazione
La Puglia contribuisce con circa 230mila kg di mozzarella di bufala Dop. Montecitorio approva le misure per contrastarne la contraffazione

Mozzarella di Bufala Dop: lotta alla contraffazione

Approda alla Camera dei Deputati la relazione sulla contraffazione nel settore della mozzarella di bufala campana, già approvata dalla Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione, della pirateria in campo commerciale e del commercio abusivo. Ne è interessata anche la Puglia, la quale, stando ai dati 2014, con il territorio foggiano inglobato nell’aria della mozzarella di bufala certificata Dop, ha visto la propria produzione aggirarsi sui 230 mila kilogrammi. Nella provincia di Foggia, infatti, sono ammessi alla dop gli allevamenti dei comuni di Apricena, Cagnano Varano, Cerignola, Manfredonia, Lesina, Lucera, Poggio Imperiale e, per alcune zone, Foggia, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, Sannicandro Garganico e Torremaggiore.

 

 

Sessanta ore dalla mungitura è il limite massimo di tempo in cui deve essere lavorata e pronta per essere venduta la mozzarella di bufala campana Dop. È questo l’ingrediente fondamentale, oltre alla storia e alla tradizione, che caratterizza l’oro bianco dell’agroalimentare italiano e che pertanto deve restare il perno indiscusso del disciplinare che ne regola la produzione e lavorazione artigianale. Una delle principali criticità che oggi deve affrontare la filiera produttiva è l’aumento di domanda nel periodo estivo rispetto alle quantità di latte di bufala prodotto. Un gap che favorisce il ricorso ad altri tipi di latte (congelato in inverno, di mucca, in polvere, importato dall’estero ecc.), pur di equiparare l’offerta alla domanda, e quindi l’insorgere di fenomeni di contraffazione. Per questo tra le misure proposte nella Relazione ‘anti contraffazione’, in discussione a Montecitorio, che ci vedono favorevoli, c’è la politica di destagionalizzazione della lattazione, incentivando cioè la produzione di latte di bufala nel periodo estivo attraverso la pianificazione del periodo di riproduzione negli allevamenti.

Inoltre, abbiamo proposto anche la destagionalizzazione della vendita, attraverso ad esempio l’adeguamento della logistica per favorire l’export in inverno, quando vi è surplus di latte. Tra le altre misure fondamentali, il potenziamento del sistema di tracciabilità del latte bufalino, per garantire ad operatori del settore e istituzioni di controllo di conoscere la quantità di latte di bufala prodotto,  il numero dei caseifici operanti in regime di DOP e degli allevatori aderenti nonché l’etichetta trasparente per il consumatore: strumenti che dovrebbero essere estesi a tutta la filiera agroalimentare.

Per approfondimenti:

Corriere Salentino

Stato Quotidiano

Cerignola Viva

News Gargano

Commenti

  1. […] sarebbe più utile e proficuo per l’intero comparto zootecnico e agroalimentare del Mezzogiorno adoperarsi per promuovere le singole filiere. Peraltro, è paradossale che la genericità del termine ‘mozzarella’ sia stato fortemente […]

  2. […] sarebbe più utile e proficuo per l’intero comparto zootecnico e agroalimentare del Mezzogiorno adoperarsi per promuovere le singole filiere. Peraltro, è paradossale che la genericità del termine ‘mozzarella’ sia stato fortemente […]