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Agricoltura sostenibile e tutela del made in Italy sono gli obiettivi che si pone la proposta di legge sulla filiera corta ed il “chilometro zero o utile"
Agricoltura sostenibile e tutela del made in Italy sono gli obiettivi che si pone la proposta di legge sulla filiera corta ed il “chilometro zero o utile"

Montecitorio approva la legge sulla Filiera Corta

La Camera dei Deputati ha approvato, con 228 sì e 174 no, la proposta di legge sulla “filiera corta” ed il “chilometro zero o utile”.  La norma prevede la vendita diretta nei mercati alimentari dei prodotti a chilometro zero o utile, cui si aggiungono i prodotti della pesca freschi, pescati e trasformati a una distanza massima di 70 chilometri rispetto al luogo di vendita, e di quelli a filiera corta, vale a dire venduti con non più di un’intermediazione tra produttore e consumatore.

Cosa prevede la legge.

Il testo mira a rispondere all’esigenza dei consumatori, che sempre più costantemente prediligono i prodotti locali, di avere maggiori informazioni su ciò che acquistano. Al contempo, la normativa si rivela essere un sostegno alle economie locali dei diversi territori italiani.

Con questa legge scegliamo l’agricoltura sostenibile e tuteliamo il nostro made in Italy. Questo provvedimento, infatti, risponde ai bisogni dei cittadini che vogliono sulle loro tavole prodotti locali e di chiara provenienza.

Con appositi marchi garantiremo che i prodotti acquistati provengono da un territorio che dista un massimo di 70 km dal luogo di vendita, e chi dichiarerà il falso sarà sanzionato. Si darà così un concreto sostegno a contadini, allevatori e pescatori, favorendo la crescita dell’economia locale e aiutando anche l’ambiente, perché si evitano i lunghi trasporti, l’uso di imballaggi e la conservazione nei frigoriferi.

Con successivo decreto del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo saranno istituiti il logo “chilometro zero o utile” e il logo “filiera corta” per i prodotti agricoli e alimentari. Inoltre, verranno stabilite le condizioni e le modalità di attribuzione del logo che sarà esposto nel luogo di vendita diretta, nei mercati, negli esercizi commerciali o di ristorazione. Nonché pubblicato in piattaforme informatiche di acquisto o distribuzione che forniscono i prodotti agricoli e alimentari, all’interno dei locali, anche della grande distribuzione, e in spazi espositivi appositamente dedicati

Cosa cambia per le attività commerciali.

Si permette così agli esercizi commerciali ed ai ristoranti di distinguersi dagli altri. Oltre ciò, si dispone che i Comuni possano riservare agli imprenditori agricoli almeno il 20% del totale dei posteggi situati nelle aree pubbliche. Un sostegno concreto che fa bene sia alle piccole che alle medie imprese, e un incentivo in più affinché i prodotti e le risorse restino nei territori.

La Camera ha anche approvato tre ordini del giorno che impegnano il Governo a prevedere un fondo per la promozione e la valorizzazione dei prodotti a chilometro zero o utile e provenienti da filiera corta, a coinvolgere gli istituti scolastici in concorsi per ideare e disegnare i loghi e, infine, a sostenere attività di informazione e sensibilizzazione nei confronti dei consumatori e promuovere progetti di educazione alimentare nelle scuole.

Si attende ora il passaggio della proposta di legge al Senato per l’approvazione definitiva del testo e per la sua successiva entrata in vigore.

Per approfondimenti:

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