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Zero fondi raccolti dai Consorzi di Bonifica presenti nella Regione Puglia, frutto di una cattiva gestione politica ventennale
Zero fondi raccolti dai Consorzi di Bonifica presenti nella Regione Puglia, frutto di una cattiva gestione politica ventennale

Le tante occasioni perse dei Consorzi di Bonifica in Puglia

Il piano di finanziamento legato alla misura prevista dal Piano di Sviluppo Rurale Nazionale, con una dotazione di 300 milioni di euro per interventi irrigui, ha finanziato 19 progetti su un ammontare totale di 45 presentati sino ad esaurimento fondi. Tra questi, purtroppo, pochissimi sono del Sud e addirittura nessuno della Puglia.

Vi è grande rammarico perché il comparto paga la cattiva gestione dei Consorzi di Puglia dovuta alla mala gestio politica degli ultimi 15 anni, da Fitto ad Emiliano passando per Vendola. I fatti ci dicono che a “salvarsi” in questo desolante deserto sono solo i consorzi della Capitanata e del Gargano. La dimostrazione che siano gli unici a funzionare è nei risultati. Sebbene non siano riusciti a farsi finanziare nulla dal PSRN, hanno ottenuto i fondi per due progetti con il Piano Invasi, la cui dotazione economica è stata voluta con la scorsa Legge di Bilancio 2018.

In qualche modo, dunque, i due consorzi foggiani dimostrano di funzionare. Nel resto della Puglia, invece, dove tutto è commissariato abbiamo una situazione desolante che, ovviamente, non si scopre oggi. Le bonifiche non vengono effettuate, non viene distribuita l’acqua ai propri associati, le pulizie dei canali risultano assenti e, pertanto, alle prime piogge puntualmente si verificano disastri ed inondazioni con relativa conta dei danni ed annessa beffa di aver sprecato litri e litri di questa preziosa risorsa per la Puglia che è l’acqua.

Se i 300 milioni di euro previsti dal PSRN sono andati al 90% al nord, nonostante i nostri inviti e solleciti agli Enti regionali con una delibera CIPE, poi, il Governo ha stanziato altri 250 milioni prendendoli dal Fondo di Solidarietà e Coesione e optando per lo scorrimento della graduatoria del bando già realizzato per il PSRN, ovviamente rispettando la proporzionalità prevista dai fondi con il 20% al Nord e l’80% al Sud. Ma dalla Puglia sempre zero, purtroppo…

È evidente, pertanto, che i risultati siano sotto gli occhi di tutti. Non è possibile fare agricoltura su un territorio dove non vi sono questi servizi basilari per le imprese agricole e per fare del primo settore un comparto professionale. A tutti gli sforzi che i nostri agricoltori quotidianamente fanno per stare sul mercato, chi amministra la Regione Puglia non è in grado di garantire un sistema di consorzi di bonifica che siano virtuosi come accade in altre zone d’Italia. Basta dare un’occhiata ai dati emanati dall’ANBI (l’associazione nazionale dei consorzi di bonifica) per rendersi conto di quanto valore economico perde un terreno quando non è raggiunto da impianti irrigui: il divario è mostruoso. E questi sono tutti soldi che i nostri agricoltori perdono, penalizzandoli ogni giorno nel loro lavoro. Se solo pensiamo a quanti sforzi fanno per cercare di essere competitivi sui mercati, è raccapricciante il disinteresse della politica locale nell’avere una vera visione strategica in materia.

Alla visione strategica in materia di irrigazione, il Presidente Emiliano ha risposto con una legge che conferirà ad Acquedotto Pugliese SpA la gestione delle acque irrigue. Una normativa regionale che entrerà in vigore il prossimo 01.12.2018 e che aggraverà ancor di più la situazione a tutto svantaggio degli agricoltori. Se il Governatore vuol fare un regalo di Natale alle imprese agricole, l’unica cosa da fare è quantomeno stoppare questa norma capestro: almeno così farà una cosa positiva nella sua gestione regionale che rimarrà agli annali come la peggiore di sempre.

 

La Notizia - 01.08.2018

La Notizia – 01.08.2018

 

Per approfondimenti:

Il Corriere del Mezzogiorno