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Il Consiglio dei Ministri approva il decreto sul biologico ma emergono diverse criticità relative ai controlli, alle deleghe e ai conflitti d'interesse

La farsa del sistema di controlli sul biologico

La lotta alla contraffazione dei prodotti biologici, promessa dal Governo all’indomani degli ultimi scandali nel settore, avrebbe bisogno di un efficiente e concreto sistema di controlli. Il tanto atteso decreto approvato dal Consiglio dei Ministri, però, sembra intriso di criticità e problematiche, rilevando tutta una serie di aspetti poco chiari che rendono il provvedimento una farsa.

Innanzitutto accentua la frammentazione delle competenze e attività di controllo, visto che l’autorità competente, il Ministero delle Politiche Agricole, le delega ad organismi privati e autorizzati. Eppure si tratta di compiti che di norma vengono svolti principalmente dall’Ispettorato Centrale Repressione Frodi (ICQRF) e dal Comando unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare. Una parcellizzazione che rende l’intero sistema anti truffa inefficace, anche perché sono le Regioni e le province autonome ad esercitare l’attività di vigilanza negli ambiti territoriali di competenza. Sarebbe meglio potenziare L’Icqrf.

Nel decreto rimane in sospeso, inoltre, anche la questione dei conflitti d’interessi. All’art. 4, relativo alle procedure per la presentazione dell’istanza di autorizzazione da parte degli organismi di controllo e allo svolgimento dell’attività di verifica, si legge che tale richiesta deve contenere anche un elenco delle misure precauzionali che l’organismo intende imporre agli operatori soggetti al suo controllo, nonché le misure da applicare in caso di accertamento di irregolarità, infrazioni, ecc.

Questa previsione appare assolutamente inopportuna poiché non deve essere l’organismo di controllo a stabilire le misure da applicare alle irregolarità ed il tariffario da estendere agli operatori, altrimenti ognuno può fare le regole che vuole. Infine, all’articolo 7 relativo alla sospensione e revoca dell’autorizzazione vengono stabiliti i casi in cui può essere abrogato consenso ad operare per l’organismo di controllo. Emerge un eccessivo automatismo tra irregolarità e sospensione dell’autorizzazione: se manca del tutto la previsione di una contenuta discrezionalità, come nel caso di inadempimenti di carattere formale, si rischia di bloccare l’intero sistema di certificazione. Il Governo corregga queste storture e, come abbiamo richiesto più volte, estenda la normativa ‘anti falsari’ (articolo 517-quater del codice penale) alla contraffazione o alterazione di prodotti biologici e alla messa in vendita o in circolazione di alimenti falsamente presentati come biologici.

Per approfondimenti:

La Siritide

CanosaWeb