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Intervista a Metropoli Notizie sul TTIP, il Transatlantic Trade and Investment Partnership, tra USA e UE che penalizza l’agroalimentare di qualità italiano
Intervista a Metropoli Notizie sul TTIP, il Transatlantic Trade and Investment Partnership, tra USA e UE che penalizza l’agroalimentare di qualità italiano

Intervista: perché NON abbiamo bisogno del TTIP

Intervista a Metropoli Notizie sul TTIP, il Transatlantic Trade and Investment Partnership

 

Ci spiega in breve che cosa è il TTIP, visto che tanti cittadini non sanno di che cosa si tratta?

Il TTIP è un accordo bilaterale che prevedere la reciproca liberalizzazione degli scambi di beni e servizi nonché norme riguardanti questioni attinenti agli scambi commerciali tra l’UE e gli USA. Finora si sono tenuti dieci round negoziali, l’ultimo dei quali si è concluso il 17 luglio 2015. I capitoli elencati nel mandato negoziale riguardano quali merci e quali servizi devono essere oggetto dello scambio, quali barriere devono essere abbattute e quali regole ci devono essere per far rispettare gli accordi.

Perché il bisogno di un TTIP? Chi lo vuole veramente e per quali fini?

Il TTIP nasce su volontà di Obama nel 2010. Quindi è evidente che parliamo di un trattato voluto principalmente dagli USA i quali vedono la possibilità di un mercato di 500 milioni di consumatori. È normale che gli USA, che basano la loro economia sul consumismo, abbiano necessità di trovare sempre nuovi mercati. L’Europa è un mercato molto appetibile anche perché, secondo stime della Commissione, nel 2050 i consumi in Europa aumenteranno. In Europa, d’altro canto, c’è una élite di grandi capitalisti che vede nel TTIP la possibilità di far aumentare i loro profitti. Il problema è che i Governi, troppo spesso, sono influenzati da questi grandi lobbisti che ovviamente fanno i loro interessi e non quelli dei popoli.

In che senso sarebbero a rischio i prodotti DOP e IGP italiani?

La questione è semplice: nel complesso questo accordo è un compromesso che dovrebbe facilitare l’esportazione di alcuni prodotti e servizi tra USA e UE abbattendo le difficoltà attuali. In pratica, secondo noi, avremo come UE effetti positivi per il comparto dei mezzi di trasporto ed effetti negativi per il comprato agroalimentare ovvero esporteremo più auto e importeremo più carne e cereali.

In UE esiste una normativa che permette alle autorità di polizia di intervenire in automatico (norma “ex officio”) in presenza di contraffazione. Negli USA, invece, il consorzio di tutela di un marchio DOP o IGP (ad. esempio “Olio Extravergine di Oliva Terre di Bari DOP”), deve registrare il nome del marchio e procedere, a proprie spese, la battaglia legale in difesa del marchio stesso. In sostanza, nessun consorzio di tutela avrà la possibilità economica di affrontare per vie legale fenomeni di contraffazione e per questo i nostri marchi pregiati non avranno nessuna tutela negli USA.

Con il TTIP si cercherà di semplificare la registrazione per taluni marchi e per questo il M5S ha chiesto attraverso una interrogazione al ministro Martina quali saranno i marchi che l’Italia porterà sul tavolo delle trattative. Comunque sia resteranno a carico del proprietario del marchio le spese delle eventuali cause legali. In definitiva solo pochi se lo potranno permettere e il rischio è che il resto delle denominazioni resteranno escluse comprese quelle pugliesi.

La Puglia verrebbe penalizzata da questo TTIP?

La Puglia e tutta l’Italia saranno penalizzate. Ricordate cosa ci dicevano prima di entrare nell’euro? “Con l’euro lavoreremo un giorno di meno guadagnando come se lavorassimo un giorno di più”: i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

In che modo i nostri prodotti di punta possono essere tutelati in questo TTIP?

Quando tra gli stati dell’UE non si riesce a mettersi d’accordo su regolamenti come il “made in” o su una etichettatura d’origine chiara, come si può pretendere che il TTIP possa tutelare i nostri prodotti? Questo è il vero problema. Come ho già detto prima, il TTIP lo vogliono le lobby e le multinazionali.

Cosa si sta facendo a livello internazionale per combattere le frodi e le contraffazioni di prodotti Made in Italy?

L’Europa non è certamente sensibile a temi come “etichettatura d’origine” o “made in”. Il problema è che neanche il Governo Renzi lo è, dato che durante la Presidenza del semestre europeo nulla è stato fatto anzi, il Consiglio dell’Unione ha rigettato il regolamento del “made in” sotto l’agghiacciante silenzio del Governo Renzi.

Accordi come il TTIP possono determinare rischi per la salute dei cittadini?

Tra USA ed UE ci sono standard di sicurezza alimentari differenti, per questo l’enorme rischio è che l’accordo si chiuda al ribasso. Se così fosse, otterremo un allentamento dei nostri standard che, invece, risultano essere i più efficienti.

Il mercato globalizzato non rischia di annullare le differenze e le specificità regionali e cancellare tantissime Piccole e Media imprese a favore delle multinazionali?

Se liberalizzi totalmente il mercato credendo nella sua capacità di autoequilibrarsi quando tutti gli studi dicono il contrario, allora inevitabilmente capisci che qualcuno sta mentendo. Il problema è che fino ad oggi tutti parlano di enormi vantaggi ma nessuno parla e quantifica gli svantaggi dell’accordo. Lo studio leader per la valutazione dei benefici economici del TTIP è quello del CEPR: Reducing Transatlantic Barriers for Trade and Investment. Cosa dice questo studio? Che il beneficio che otterrà l’Europa nel caso in cui le cosa vadano tutte bene sarebbe lo 0.48% in più del Pil spalmato su 13 anni (cioè un aumento del tasso di crescita medio europeo dello 0.03% l’anno circa)! Secondo voi conviene correre il rischio di distruggere le nostre PMI per una cifra così ridicola? Noi crediamo di no.

L’impegno del M5S a favore dei prodotti italiani è sostenuto dai partiti di Governo e da quelli dell’opposizione, oppure anche in Italia qualcuno ha interesse a firmare questo trattato? E perché?

Come ho già detto prima, il Governo Renzi e la sua maggioranza PD non hanno nessuna intenzione di tutelare i nostri prodotti. Ennesima dimostrazione di ciò è stata data dal Ministro Guidi nel non reintrodurre l’obbligo di dicitura in etichetta dello stabilimento di produzione e/o trasformazione di un prodotto. A questo punto, giustamente, Lei mi chiede il perché tutto ciò avvenga, molto probabilmente perché l’Unione Economica e Monetaria, che ci viene venduta come la panacea di tutti i mali, in realtà è il momento più basso di democrazia e di asservimento verso gli USA che stiamo vivendo.

Gli Usa hanno bisogno di un mercato di sbocco perché devono evitare la dedollarizzazione degli scambi commerciali specialmente per via delle relazioni bilaterali dei BRICS. La fine del predominio del dollaro segnerebbe la fine degli USA come potenza economica, semplicemente perché non avrebbero più il vantaggio di poter stampare quanto vogliono per poter comprare dove vogliono. I nostri governanti vivono con il peccato originale di aver spacciato ai cittadini una Unione Europea che in realtà non esiste ed adesso l’ammettere l’errore li farebbe precipitare in termini di consensi. Per questo abbiamo bisogno di un ricambio totale della classe politica e di un cambiamento culturale. Solo chi non ha agganci ed interessi potrà tutelare realmente le imprese del nostro paese.

Commenti

  1. […] stessa Commissione Ue, l’accordo porterà un  aumento del PIL europeo di appena lo 0,03% annuo. Una percentuale misera in cambio della quale però l’Italia rischia di svendere il nostro made in …, visto che le misure previste bypasseranno la volontà dei singoli governi e ci saranno organismi […]

  2. […] Visto lo stop del TTIP, le multinazionali hanno utilizzato il CETA come cavallo di troia dato che molte di loro hanno sede in Canada. In questo modo le multinazionali potranno portare a giudizio gli Stati europei che si porranno a difesa degli interessi dei cittadini quando questi non coincideranno con i loro. […]