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Intervista a "La Voce del Paese" (ed. Polignano) del 29.07.2014
Intervista a "La Voce del Paese" (ed. Polignano) del 29.07.2014

Intervista: il caldo autunno romano

Intervista a “La Voce del Paese” (ed. Polignano) del 29.07.2014

1)    Qual è la vostra opinione chiara e approfondita sul caso Sportelli e cantieri in piazza San Benedetto?

Il caso dell’ex rudere Sportelli è un esempio pratico della mancanza di dialogo tra imprenditoria e istituzioni locali. Non stiamo dicendo che tutte le colpe siano da addebitare all’Amministrazione. In un paese che vuol darsi una vocazione turistica, il decoro del centro storico, nella stagione estiva, non può permettersi cantieri perenni. D’altro canto, però, abbiamo assistito ad un muro contro muro che ha condotto ad un risultato forse peggiore di quello precedente: un rudere in bella vista. Siamo convinti che, se ci fosse stato maggior dialogo, da entrambe le parti, si sarebbe trovata un’altra soluzione: pensiamo ai centri storici delle grandi città d’arte, dove per coprire i cantieri sono stati utilizzati pannelli artistici che non hanno inficiato per nulla sul decoro urbano. La decisione di Scagliusi di dare forfait, al contempo, la troviamo a dir poco drastica, visto che si parla di un’interruzione dei lavori solamente estiva. Se il suo progetto gli sta davvero così a cuore, può continuare a procedere.

2)    Che ne pensate della nuova querelle sulla Lista Vitto e sul possibile rimpasto?

La querelle all’interno della maggioranza è il risultato di fare a tutti costi coalizioni eterogenee, che ci vedono contrari, proprio perché dopo aver raggiunto il risultato della vittoria comune, cominciano i malumori delle minoranze. Una composizione di più partiti porta con sé anche un’inevitabile corsa alla poltrona nelle varie commissioni, dove ogni partito cerca di contare di più per imporre la propria linea o semplicemente per prestigio. Così vediamo che ci sono un gruppo di persone che nella maggioranza decide per l’esclusione di Dell’Erba dal suo ruolo di segretario, in favore di qualcuno che sia più presente. Aggiungiamo, come abbiamo già ribadito in passato, che non siamo a favore di chi ora fa la minoranza all’interno della maggioranza, perché è gente eletta dai cittadini per stare all’interno della coalizione Vitto, e lì dovrebbe restare.

3)    Il consigliere delegato Franco Mancini annuncia il varo del nuovo piano del traffico. Dunque, qualcosa si muove…

Qualcosa si muove? Dopo più di due anni di amministrazione, Franco Mancini (istruttore di scuola guida e quindi verosimilmente conoscitore della materia “viabilità” e dei problemi che questa crea a Polignano) si ricorda che ci serve un piano del traffico. Bene vedremo cosa succederà nei fatti e vedremo come sarà strutturato il nuovo piano: lo auspichiamo coraggioso e compatibile con i criteri del turismo sostenibile. Sulla questione vogliamo soltanto dire che, a nostro parere, era necessario un maggior coinvolgimento dei cittadini che avrebbero dovuto avere la possibilità di esprimersi sulla viabilità. Solo successivamente sarebbe stato giusto redigere un piano che, anche se non avrebbe rispettato tutte le istanze dei cittadini, per lo meno ne avrebbe tenuto conto. Chi meglio di un residente può far emergere i problemi di viabilità del proprio quartiere? Non tutti i quartieri sono uguali, si va da quelli centrali dove c’è una cronica mancanza di parcheggi a quelli periferici dove, a volte, non c’è un’adeguata segnaletica. Ma che fine hanno fatto i referendum sulle piste ciclabili? Saranno incluse nel nuovo piano del traffico?

4)    Domanda per i giovani attivisti. Che ne pensate della lettera inviata dai giovani polignanesi del centrodestra (clicca qui: http://www.polignanoweb.it/politica/3429-cari-giovani-senza-memoria-non-ce-futuro.html) ?  Cosa vi accomuna o divide a loro?

Siamo d’accordo sull’esibizionismo spicciolo di mettere una targa per ogni opera realizzata, dimenticando magari che il progetto è nato in amministrazioni precedenti, mentre per le opere non realizzate la colpa non è dell’amministrazione attuale. Quando si governa, lo si fa qui ed ora, e se non si trovano soluzioni qui ed ora non si possono addebitare colpe a politici precedenti. D’altro canto però i giovani del centro-destra non possono dire in questo modo “che colpa abbiamo noi”. Anche se sono giovani, i loro partiti di riferimento hanno una storia che non va dimenticata. Allora se ci sono stati degli errori dei politici locali di quella parte politica, non basta un “che colpa abbiamo noi” ma è fortemente necessaria l’autocritica e la ripartenza, proprio sfruttando le menti fresche e giovani. Noi, dal canto nostro, non accuseremo mai ragazzi per colpe non loro, ma certamente non avremo paura di criticare chi ha fatto errori e chi continua ad appoggiare chi questi errori gli ha fatti.

5) Crolli sull’arco marchesale: si potevano evitare?

I segnali di una “caduta annunciata” c’erano tutti, dovuti ad una palese e scarsa (se non assente) manutenzione. Segnalazioni da parte dei cittadini, tra cui tecnici, ci sono state, e a prescindere da quelle, chiunque vive il nostro paese (eletti e dirigenti compresi) se ne sarà sicuramente accorto. O almeno avrebbe dovuto. Lo stato di incuria dell’arco è stato più volte sottolineato in passato. Si tratta della prima vetrina che il turista vede accedendo al centro storico: questo avvenimento non fa altro che ribadire l’importanza di una maggiore cura dei nostri beni culturali. Si potrebbe anche trovare il modo di ottenere donazioni dal FAI, visto il sicuro interesse storico dell’Arco.

6)    Avete approfondito circa i lavori per il consolidamento del costone della Grotta Palazzese? Qualcosa sembra non andare per quanto riguarda il bando..

Prima di esprimerci al riguardo, dovremmo vedere il progetto definitivo sui lavori di consolidamento. L’unica cosa che possiamo già dire è che a nostro parere non va nella previsione del bando è la presenza di frangiflutti che, secondo gli esperti del settore, è poco utile, dato che il moto ondoso, che fa parte delle forze aggressive, ha una scarsa incidenza sulla roccia nonché dannosa per l’ambiente marino e per il paesaggio. Per quanto riguarda i costi, sappiamo bene che per la delicatezza di questo genere di lavori sono necessariamente elevati: ma per la messa in sicurezza sono fondi certamente ben spesi.

7)    Che succede a Roma? Ci aspetta un autunno caldo o ci prepariamo al voto delle politiche per il prossimo anno?

Mentre si devia l’attenzione dei media sulle riforme (in)costituzionali dell’accordo segreto Renzi-Berlusconi, non si parla della manovra che il Governo dovrà fare in autunno per rispettare le imposizioni austere dell’Europa. Una manovra che secondo i tecnici va dai 24 ai 40 miliardi di euro. Naturalmente li prenderanno dalle tasche di quei pochi italiani onesti che continuano a pagare le tasse, da coloro che hanno ancora un lavoro e si vedono aumentare continuamente il carico fiscale. È notizia di queste ore che siamo ormai a livelli record: la pressione fiscale effettiva è a quota 53,2% livello massimo tra i paesi Ocse (dati Confcommercio), la Tasi è un caos, il risparmio viene massacrato, persino le Province continuano a riscuotere 4,5 miliardi di imposte (ma non erano state cancellate?). Ci aspetta un’ondata di privatizzazioni, da pezzi della Rai passando per Eni e Poste. E non è da escludere un ripetersi della storia con il prelievo forzoso dai conti correnti in stile Amato del ’92. Noi del M5S lo avevamo detto: i soldi degli 80 euro andavano investiti meglio, aiutando i più deboli della società o, meglio ancora, investendoli nei settori produttivi che possono far ripartire davvero il Paese in modo sano e sostenibile, dalle rinnovabili all’economia digitale, dal turismo alla ricerca e innovazione. Invece, questi governi continuano a sprecare risorse pubbliche dove non serve o dove serve solo per i soliti interessi (come per esempio 400 milioni per il Mose e 20 milioni appena per la banda larga, assurdità). In questi giorni stiamo lottando per impedire il colpo di Stato con l’eliminazione del Senato elettivo. Se questi rottamatori della Costituzione non ci lasceranno scelta, usciremo dal Parlamento. Meglio parlare con i cittadini nelle piazze che essere testimoni della disfatta delle istituzioni.

8) Quali iniziative promuoverete dopo l’estate a Polignano, sia come attivisti che come parlamentari?

Si può dire, senza presunzione, che noi non andiamo mai in vacanza. Infatti, in questo periodo estivo continuiamo a fare proposte sia sui giornali che in via ufficiale protocollando richieste e accessi civici (come l’iniziativa “stop fitti d’oro” o le varie proposte per una migliore gestione dei rifiuti). Per settembre, invece, abbiamo intenzione di tornare nelle piazze: è ora di fare un bilancio delle cose fatte e NON fatte dall’amministrazione Vitto, rendicontando in pubblico tutte le nostre richieste, buone pratiche totalmente ignorate. E sarà sempre nostra premura informare i cittadini riguardo quel che accade a Roma grazie ai nostri Portavoce.