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Lavori al Parco ASI Bari
Il riassunto di anni di vicenda poco chiare sull'ASI, Area Industriale, di Bari-Modugno: un parco scomparso, un inceneritore e tanto altro

Il parco scomparso nell’Area Industriale di Bari

Più volte negli ultimi sei mesi sono intervenuto pubblicamente su alcuni temi ambientali riguardanti il vasto territorio dell’area industriale di Bari. Prima ho rilevato l’ambiguo comportamento tenuto dallo stesso Consorzio ASI nella vicenda della realizzazione di un impianto di ossicombustione, corredato di tutte le autorizzazioni regionali, ma contestato dalle popolazioni locali. Poi ho denunciato l’ “autorizzazione” alla discarica di tonnellate di materiale di scavo in un “parco urbano” ultimato, ma non ancora aperto. In entrambi i casi ho avanzato rilievi, sollevato osservazioni e formulato domande che sono rimaste senza alcuna risposta da parte degli interessati.

Ciononostante, per l’insistenza del Corriere del Mezzogiorno, abbiamo comunque appreso che l’attività di discarica di materiali inerti nel parco era destinata a risolvere gli inconvenienti prodotti dalla presenza di un circo nel periodo natalizio. Poi, considerata l’enorme quantità del materiale scaricato, non giustificandosi più quella prima versione, s’è passati senza imbarazzo alla realizzazione di un mega parcheggio che ha comportato, per realizzare una credibile “copertura” anche il trasporto di terreno e la piantumazione di alberi.

Abbiamo pure appreso che il cartello esposto in cima alla discarica si riferiva ad una SCIA del 2017 e riportava quale “responsabile del cantiere” il nome del Presidente dell’ASI, immediatamente sostituito da quello di un funzionario, dopo le prime attenzioni sullo “strano” cantiere. Alla domanda su cosa consistesse quel “rimodellamento terreno con riporto di terre e rocce” oggetto della stessa SCIA, i tecnici del Comune di Modugno hanno dichiarato che avrebbero “controllato” le carte e poi, invece, l’assessore all’Urbanistica dello stesso Comune, eludendo la domanda, ma senza reticenze, ha dichiarato che “quel parcheggio attende la presentazione di un progetto”.

Più chiusa ed impermeabile è rimasta invece la questione dell’inceneritore. Nessuno, infatti, dal Consorzio ASI ha ritenuto di dover spiegare per quale ragione quell’Ente non ha invocato l’articolo 25 del suo regolamento di gestione dei suoli quando non ha accolto le richieste di vendita del suolo assegnato alla Newo SpA, esponendosi ad eventuali futuri risarcimenti milionari. E nessuno ha detto nulla sul ruolo dell’AMIU in una vicenda che vede “stranamente” l’azienda comunale per la raccolta dei rifiuti “eccezionale” progettista di un’impresa foggiana operante nel settore delle cave. È stata l’AMIU a chiamare la Newo SpA o è stata quest’ultima a scoprire le capacità progettuali della municipalizzata dei rifiuti?

Silenzio assoluto di Martinelli, silenzio di Grandaliano e silenzio di Emiliano che, nel giorno del primo sciopero mondiale della scuola per il futuro, quando il cittadino Luigi Campanale dalle pagine di un quotidiano pugliese ha chiesto alla Regione di “eliminare dal piano di smaltimento rifiuti, adottato ad agosto 2018, l’inceneritore proposto dalla Newo SpA”, s’è limitato a proclamare, senza vergogna, “la battaglia di Greta Thunberg è la nostra battaglia!”.

Ora, queste “informazioni” che sono comunque passate sulla stampa delineando un quadro di illegalità diffusa, non hanno turbato più di tanto gli enti ed i soggetti interessati, né hanno suscitato un qualunque intervento degli enti e delle istituzioni preposte al controllo politico-amministrativo o a quello di legalità. Ma, quel che preoccupa ancor di più, è la indifferenza di associazioni, movimenti ed altri organismi che solitamente, con impegno civico, si mobilitano e si esprimono su vicende di interesse comune.

Sembra proprio che quanto accade nell’area industriale di Bari, salvo quel che riguarda i livelli di occupazione e l’attività delle aziende insediate, non interessi nessuno. E credo si tratti di più di una sensazione se, al contempo, quelli dell’ASI sembrano convinti di non dover dare conto a nessuno del proprio operato! Non mi riferisco soltanto alle vicende innanzi richiamate – quella dell’inceneritore e della discarica – quanto alle altre che sono state sollevate tra l’ottobre 2016 e l’aprile 2017 dai rappresentanti del Movimento 5 Stelle al Comune di Bari; i quali, di fronte alla chiusura ostentata dal Sindaco Decaro ed al clima di omertà, furono indotti a rimettere tutto alla valutazione dell’autorità giudiziaria.

Ora anche a me non resta che esporre alla Magistratura quanto fin qui rappresentato e che ritengo si configuri come notizia di reato. Spetta, infatti, solo a quella raccogliere informazioni e svolgere indagini per il mantenimento o il ripristino della legalità.

Il Corriere del Mezzogiorno – 24.05.2019