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Un’opportunità per gli agricoltori pugliesi che possono beneficiare della copertura del 100% di costi per il rifacimento dei muretti a secco e degli jazzi
Un’opportunità per gli agricoltori pugliesi che possono beneficiare della copertura del 100% di costi per il rifacimento dei muretti a secco e degli jazzi

Ecco i fondi per il recupero dei muretti a secco di Puglia

Salvaguardia e recupero conservativo dei muretti a secco e jazzi, realizzazione di recinzioni per la delimitazione delle aree a rischio di conflitto tra zootecnia estensiva e predatori (in particolare il lupo), recupero di strutture in pietra a secco, come cisterne ed altre forme di accumulo di acqua. Sono questi gli obiettivi del bando relativo alla misura 4.4 del Psr Puglia 2014/2020.

Questo finanziamento regionale utilizza i fondi europei del secondo pilastro della PAC per sostenere le spese legate all’investimento di ripristino dei muretti a secco già esistenti per salvaguardare il paesaggio agrario. Il sostegno è pari al 100% delle spese sostenute ed è a fondo perduto e, per singola domanda, vanno da un minimo di 5.000 euro ad un massimo di 100.000 euro.

La scadenza della presentazione delle domande è il prossimo 14 dicembre 2018. Possono presentare domanda gli imprenditori agricoli iscritti nel registro delle imprese agricole della CCIAA che, in base ad un legittimo titolo di possesso, conducono aziende agricole ricadenti nelle aree del territorio regionale pugliese. La priorità sarà data alle zone ricadenti in Area Natura 2000 e in siti ad alto valore naturalistico nonché alle aziende biologiche o in agricoltura integrata.

Mi auguro che gli agricoltori colgano questa opportunità, utilizzando tutti i 30 milioni di euro di finanziamenti messi a disposizione.

Gli interventi di recupero dovranno essere realizzati seguendo le “Linee guida per la tutela, il restauro e gli interventi sulle strutture in pietra a secco della Puglia” del PPTR della Regione Puglia. Non sono ammessi a finanziamento interventi di ripristino e manutenzione di elementi che hanno carattere produttivo e che costituiscono pertinenza di fabbricati ad uso abitativo o commerciale. Vige, inoltre, l’obbligo di destinazione d’uso degli investimenti per un periodo di 5 anni dal momento dell’erogazione del saldo.

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