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Giuseppe L'Abbate M5S Camera dei Deputati
La rubrica in esclusiva per il settimanale BLU di Polignano con il resoconto dell’Attività Parlamentare della settimana tra Roma e la Puglia

Cronache Parlamentari – 41

La Puglia è nuovamente senza un assessore alle politiche agricole. Cosa accade?

Il disastro sul versante agricolo del Governatore Michele Emiliano è giunto al parossismo. Era impensabile fare peggio ma, ogni giorno, viene data riprova che una volta raggiunto il fondo, questo centrosinistra inizia a scavare.

L’assessore Leonardo Di Gioia, per la seconda volta, ha rassegnato le proprie dimissioni dalla Giunta Emiliano. La Regione Puglia rischia di perdere ben 170 milioni di euro di fondi europei del PSR, il Piano di Sviluppo Rurale: le graduatorie sono bloccate e la macchina burocratica regionale totalmente paralizzata. Il rischio è davvero elevato e non si è ancora capito se Emiliano & co. l’abbiamo compreso davvero: sembra che l’atteggiamento sia il solito del “tanto poi le cose si sistemano” ma non hanno capito che a Bruxelles della inefficienza e della mancanza di serietà non sanno cosa farsene e la usano come arma per toglierci i fondi.

Del resto, il bassissimo livello con cui è stata gestita l’agricoltura in Puglia lo abbiamo notato tutti in maniera oggettiva con la vicenda dei vivaisti orticoli, bloccati da una burocrazia incredibilmente immobile e da una classe politica che non è stata in grado di imporsi, danneggiando un settore virtuoso e redditizio. Con l’avanzamento delle zone delimitate per il contrasto alla Xylella fastidiosa, il batterio che sta distruggendo l’olivicoltura pugliese, sono stati inglobati infatti molti vivaisti: nonostante le loro pressioni, nonostante la spiegazione che abbiamo fatto fornire alla Regione dall’Osservatorio Fitosanitario Nazionale, nonostante una norma (pleonastica) inserita ad hoc nella legge di conversione del cosiddetto Decreto Emergenze Agricole, la Regione Puglia ci ha messo due mesi per emanare il protocollo per la produzione e la movimentazione di piante specificate in area demarcata a Xylella fastidiosa, costringendo i vivai a mancati guadagni e perdite occupazionali.

In Aula a Montecitorio, invece, è stato approvato all’unanimità un’ulteriore misura proposta del Movimento 5 Stelle. Di che si tratta?

Con il voto unanime della Camera dei Deputati, infatti, martedì è stata approvata la mozione a prima firma Luciano Cillis (M5S) sul comparto cerealicolo, in particolare sul grano duro che serve per realizzare una delle eccellenze del made in Italy, ovvero la nostra pasta che ci rende famosi in tutto il mondo.

L’atto parlamentare impegna il Governo ad attuare una serie di interventi: intraprendere con urgenza ogni utile iniziativa volta a rimuovere le criticità che caratterizzano il comparto della cerealicoltura nazionale anche alla luce di dinamiche internazionali di mercato spesso sfavorevoli che, incidendo negativamente sui fattori di debolezza strutturale, peggiorano le condizioni economiche ed occupazionali delle aziende cerealicole; attivare gli interventi previsti dal Piano cerealicolo nazionale, nonché mettere a punto una sua revisione alla luce delle mutate condizioni di mercato, dotandolo di adeguate risorse finanziarie; sostenere e incentivare lo strumento dei contratti di filiera al fine di tutelare il reddito dei produttori e di promuovere una più equilibrata distribuzione della produzione sul territorio nazionale; rafforzare la tutela e la protezione delle produzioni nazionali di grano duro di qualità che costituiscono alcune delle più note eccellenze del made in Italy a livello globale; incentivare il ricorso alla contrattazione tra le imprese e la premialità delle produzioni sulla base della qualità ottenuta, anche attraverso l’istituzione di un Tavolo di lavoro composto da rappresentati del Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo e delle associazioni di categoria maggiormente rappresentative, al fine di individuare percorsi condivisi volti a favorire tutte quelle soluzioni idonee a migliorare l’equilibrio di mercato e la trasparenza nella rilevazione e formazione di prezzi; fronteggiare l’inadeguatezza del sistema produttivo nazionale del grano duro attraverso il sostegno alla ricerca scientifica finalizzata al miglioramento della qualità nella fase della coltivazione, nonché alla realizzazione di impianti idonei a consentire uno stoccaggio corretto e differenziato in funzione della qualità della materia prima; valutare la possibilità, in via sperimentale e per un ridotto margine di tempo, vista la situazione emergenziale determinatasi, di assumere iniziative di competenza volte a consentire la continuità operativa delle aziende cerealicole.

Ancora una volta il Movimento 5 Stelle in Commissione Agricoltura ha ribadito, con i fatti, il proprio sostegno a coloro che hanno creato, concretamente, le eccellenze italiane. A queste persone il Movimento guarda e per queste persone il Movimento legifera.

Come procedono i lavori in Commissione Agricoltura?

Questa settimana è proseguita la discussione sul testo Gallinella recante disposizioni per la semplificazione e l’accelerazione dei procedimenti amministrativi nelle materie dell’agricoltura e della pesca nonché delega al Governo per il riordino e la semplificazione della normativa in materia di pesca e acquacoltura nonché quella relativa alle risoluzioni Golinelli e Gagnarli concernenti iniziative per fronteggiare la crisi della filiera cunicola

Abbiamo fornito il nostro parere alla riforma del codice della strada, approvata in Commissione Trasporti, ed è stato incardinato lo schema di decreto ministeriale concernente la salvaguardia dei vigneti eroici o storici.

Inoltre, si è lavorato molto sulle politiche comunitarie. Abbiamo continuato l’esame della proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio europeo recante norme sul sostegno ai piani strategici che gli Stati membri devono redigere nell’ambito della politica agricola comune (PAC) e finanziati dal Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) e dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) e che abroga i regolamenti (UE) n. 1305/2013 e n. 1307/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio. È stata analizzata la proposta di regolamento del Parlamento europeo e del Consiglio sul finanziamento, sulla gestione e sul monitoraggio della politica agricola comune e che abroga il regolamento (UE) n. 1306/2013 nonché quella che modifica i regolamenti (UE) n. 1308/2013 recante organizzazione comune dei mercati dei prodotti agricoli, n. 1151/2012 sui regimi di qualità dei prodotti agricoli e alimentari, n. 251/2014 concernente la definizione, la designazione, la presentazione, l’etichettatura e la protezione delle indicazioni geografiche dei prodotti vitivinicoli aromatizzati, n. 228/2013 recante misure specifiche nel settore dell’agricoltura a favore delle regioni ultraperiferiche nel settore dell’agricoltura a favore delle isole minori del Mar Egeo.

Infine, in una seduta congiunta delle commissioni Agricoltura e Politiche Europee, il Governo ha relazionato in vista del Consiglio dell’Unione europea in materia di agricoltura e pesca previsto per il 15 luglio.

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