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Convegno Bari Agricoltura
La rubrica in esclusiva per il settimanale BLU di Polignano con il resoconto dell’Attività Parlamentare della settimana tra Roma e la Puglia

Cronache Parlamentari – 35

Il mondo olivicolo dei gilet arancioni si è radunato lunedì mattina per tirare le somme delle loro battaglie parlamentari alla luce dell’approvazione del Decreto Emergenze Agricole. Di cosa si è discusso?

Lunedì mattina ho partecipato al convegno, organizzato presso il Parco dei Principi a Bari da Italia Olivicola, denominato “L’Olivicoltura pugliese e le grandi emergenze, le sfide future”. Con il mondo dell’olivicoltura della nostra regione (e non solo) abbiamo illustrato quelli che sono stati i risultati raggiunti dal Decreto Emergenze Agricole approvato definitivamente la scorsa settimana al Senato. Quello che abbiamo portato a casa non è solo un risultato importante per mettere riparo a danni del passato ma è stato un primo punto fondamentale per rilanciare l’olivicoltura e proiettarla nel futuro. Per questo, la nostra sottosegretaria Alessandra Pesce è al lavoro per concertare, con le associazioni di categoria, il futuro piano olivicolo che manca all’Italia da 30 anni, mentre la Spagna ne ha realizzati cinque superandoci nei quantitativi di produzione. Nel nostro Paese la politica è stata in grado solamente di annunciarne due e di realizzarne e finanziarne zero. Con il Movimento 5 Stelle ed il Governo del Cambiamento è giunto il momento di una svolta definitiva. Anche l’attecchimento stesso della Xylella sul nostro territorio è dovuto, in parte, anche alla mancanza di una visione dell’olivicoltura che ha spinto gli agricoltori ad abbandonare a se stessi i campi, potendo godere della cosiddetta “integrazione delle olive”. Noi sogniamo e lavoriamo per una Puglia e un’Italia protagonista del comparto olivicolo mondiale, che deve guidare dai vertici perché ne ha le caratteristiche e le potenzialità. Ce la stiamo mettendo tutta sebbene metter riparo ai disastri del passato non è semplice e non si può fare in pochissimo tempo.

Un’importante novità sulla Xylella ha riguardato anche la nostra Polignano. Cosa è successo?

Dopo il caso dell’ulivo di contrada Caramanna a Monopoli, dapprima dichiarato infetto e poi – dopo ulteriori analisi – risultato indenne, la Regione Puglia ha arretrato la delimitazione delle aree interessate dal temibile batterio da quarantena: Polignano, dunque, è fuori dalla zona cuscinetto per il contrasto alla Xylella fastidiosa. Sono in attesa di chiarimenti e delucidazioni dalla Regione Puglia perché ancora non si è compreso se si sia tratto di dolo oppure di colpa. Fatto sta che la Giunta Emiliano continua con una comunicazione non chiara ad alimentare complottismi vari che fanno solo male alla nostra terra, al paesaggio, agli olivi, all’economia e all’ambiente. A Polignano, poi, ciò si somma al drammatico silenzio ed all’inesistente operato dell’assente assessore all’agricoltura Domenico Vitto che sta lasciando nell’inconsapevolezza delle azioni da compiere tutti i proprietari di ulivo presenti sul nostro territorio che, con le nuove delimitazioni decise dall’Osservatorio Fitosanitario Regionale, non sono più tenuti a determinati provvedimenti sui loro alberi come da ordinanza sindacale dello scorso aprile. Colgo l’occasione, però, per invitare tutti a praticare le cosiddette buone pratiche agricole che non fanno altro che preservare e quantomeno cercare di allontanare il pericolo Xylella fastidiosa.

Questo lunedì è partita anche un’altra importante misura a sostegno delle imprese. Di cosa si tratta?

Ha preso avvio lunedì scorso la possibilità di accedere alle agevolazioni del Fondo Nazionale per l’Efficienza Energetica che erogherà, attraverso Invitalia che lo gestirà, finanziamenti a tasso agevolato e la concessione di garanzie su singole operazioni di finanziamento per interventi di efficienza energetica su edifici, impianti e processi produttivi realizzati da imprese, ESCO (Energy service company) e Pubblica Amministrazione. Il Fondo avrà in dotazione 310 milioni di euro e mobiliterà un volume di investimenti nel settore dell’efficienza energetica di oltre 1,7 miliardi di euro.

Mancano poche ore ad un importante appuntamento elettorale. Cosa prevede di fare il Movimento 5 Stelle in Europa?

Abbiamo illustrato parte del programma del M5S per le prossime elezioni europee in piazza Moro domenica sera anche grazie alla partecipazione al comizio del nostro candidato Mario Furore. Puntiamo a far parte di una coalizione più ampia che riesca ad avere maggiormente peso a Bruxelles. Sono diverse le politiche e le innovazioni che cerchiamo di realizzare in ambito europeo: riavvicinare le Istituzioni Ue ai cittadini dando anche il potere di iniziativa legislativa agli europarlamentari o attraverso un referendum europeo nonché tagliando gli assurdi stipendi dell’eurocasta; riconoscere il diritto all’identità digitale quale diritto fondamentale della persona; stop all’austerity che ci ha reso tutti più poveri cambiando il mandato della BCE, inserendo la crescita economica e la piena occupazione tra i suoi obiettivi.

Sosterremo le imprese che investono nella green economy, creeremo una infrastruttura Blockchain sperimentale europea per la fornitura di servizi pubblici comuni perché l’Ue deve guardare al futuro; potenzieremo i fondi europei per ricerca e innovazione a sostegno delle nostre imprese e toglieremo il vincolo di bilancio per gli investimenti pubblici.

Miriamo ad un fisco equo dicendo stop ai paradisi fiscali, daremo l’eurodaspo ai condannati e pretenderemo un parlamento Ue pulito nonché esporteremo la direttiva antimafia realizzata in Italia anche a Bruxelles.

Tuteleremo le nostre eccellenze agroalimentari, sostenendone l’export, daremo maggiori risorse agli agricoltori e ai pescatori danneggiati dalla globalizzazione. Incentiveremo la competitività e l’innovazione con la BEI che finanzia la piccola e media impresa e le start up e, al contempo, tuteleremo il made in Italy lottando contro la contraffazione e le delocalizzazioni.

Esporteremo in Ue una misura che ci accingiamo a rendere realtà anche in Italia ovvero il salario minimo, mirando ad una parità retributiva tra i sessi ed a sostegni concreti alle famiglie. Daremo pieno riconoscimento dei diritti delle persone con disabilità. Triplichiamo il budget messo a disposizione per far vivere l’Erasmus anche alle fasce più svantaggiate e agli adulti iscritti ai percorsi di istruzione. Mettiamo i risparmiatori al sicuro, creando un sistema di garanzia comune dei depositi. Poniamo la salute dei cittadini al primo posto con le energie rinnovabili. Incentiveremo la sicurezza alimentare.

E, infine, diremo basta alle belle parole ad alle pacche sulle spalle per dare spazio ai fatti: gestione dei flussi, accoglienza, responsabilità e oneri dell’immigrazione devono essere condivisi equamente tra tutti gli Stati Membri. La ricollocazione dei migranti deve essere obbligatoria. Promuoveremo i rimpatri volontari e li incentiveremo grazie ai fondi europei. La cooperazione internazionale e la politica di sviluppo devono servire a rimuovere le cause profonde che portano un migrante a lasciare la propria terra. Per tutti questi motivi, invito i lettori di Blu ad andare a votare e ad esprimere la propria preferenza per il Movimento 5 Stelle. Ma li invito soprattutto a non lasciare che siano gli altri a decidere il loro destino, sinora in balia di una Ue che ha fatto il bello e il cattivo tempo nel nostro paese anche grazie a parlamentari eletti a Bruxelles non all’altezza.

A Corato con il sottosegretario Alessandra Pesce, il candidato sindaco Longo e i colleghi Quarto e Piarulli

Commenti

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