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Il M5S invia una lettera con proposte, richieste e suggerimenti al Presidente Vendola ed a tutti gli enti locali per la tutela dell’ambiente della Puglia
Il M5S invia una lettera con proposte, richieste e suggerimenti al Presidente Vendola ed a tutti gli enti locali per la tutela dell’ambiente della Puglia

Ambiente: il M5S scrive a Vendola

Una delle cinque stelle del nostro simbolo, l’ambiente, al centro dell’ultima iniziativa del M5S in Puglia. Abbiamo, infatti, depositato una lettera indirizzata al Presidente della Regione Nichi Vendola, all’Assessore all’Ambiente Lorenzo Nicastro, ai consiglieri regionali e ai sindaci dei comuni pugliesi. Obiettivo: richiedere chiarimenti, comunicare segnalazioni cittadine e proporre migliorie a molti specifici aspetti legati alla gestione dei rifiuti tramite l’attività dell’Aro.

In particolar modo, abbiamo richiesto come mai nel regolamento dell’Aro Ba4 si faccia intendere che parte della raccolta differenziata sarà destinata al recupero di energia, senza però preoccuparsi di escludere l’incenerimento nonostante le diverse segnalazioni da parte di attivisti e cittadini. E proprio per permettere che la partecipazione dei pugliesi sia efficiente ed efficace quando si tratta di approvare documenti di tale importanza, come peraltro garantito dal Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Solidi Urbani alla voce “Costruzione condivisa con la collettività delle modalità di erogazione dei nuovi servizi”, nella lettera si precisa che i consigli comunali debbano riunirsi in sedute monotematiche pubbliche al fine di produrre “un atto di indirizzo da portare nelle riunioni, anch’esse pubbliche, di Aro e Ato, affinché questi ultimi ambiti possano recepire e valorizzare le singole esigenze e renderle comuni”. Oggi, invece, l’approvazione in sede di Aro avviene senza la partecipazione della cittadinanza alle riunioni e senza trasparenza, come dimostrato dalla mancanza di pubblicazione di atti e delibere. Per questo, abbiamo chiesto che le convocazioni e la totalità delle delibere degli Aro e Ato siano disponibili nel portale “Ambiente” della Regione Puglia e sui siti web dei comuni di competenza.

Segnaliamo anche forti ritardi e rallentamenti nei lavori nella quasi totalità degli Aro e i commissariamenti degli Aro 8 di Bari, 1 della BAT, 4 e 8 del foggiano e 2, 5, 10 e 11 del leccese. Richiedono, inoltre, se sia vero il coinvolgimento di Conspi e Conai nel ciclo dei rifiuti pugliese, compresi la determinazione e l’espletamento di bandi di gara. In particolar modo, si richiede una netta presa di posizione verso la “Strategia Rifiuti Zero” con la progressiva chiusura degli inceneritori esistenti in Puglia. Un segnale importante in tale direzione sarebbe, ad esempio, la revoca degli atti che individuano due discariche (Grottelline e Corigliano d’Otranto) che metterebbero a rischio le falde acquifere della fossa bradanica e della più grande riserva idrica sotterranea del Salento o un piano di realizzazione di impianti di compostaggio pubblici, che consentano di conferire la FORSU con costi di conferimento per i Comuni non elevati e sconti sulla tariffa.

Oltre a ciò, invitiamo a verificare lo stato dell’arte sugli obbiettivi indicati dal D. Lgs 152/06 in materia di riciclaggio e recupero dei rifiuti nonché ad un chiarimento in riferimento ai servizi di competenza dell’Aro che sono già stati affidati da parte dei Comuni prima che gli ARO stessi avessero deliberato in merito. Inoltre, si domanda il numero totale delle discariche esaurite di RSU e RS presenti nel territorio regionale, il loro stato di caratterizzazione e di chiarire sulla possibilità di gestione “in house” dei servizi di competenza degli Aro e Ato espletata attraverso soggetti giuridici di diritto pubblico (es. aziende speciali).

Nel merito delle emergenze specifiche locali, non manca il riferimento alla discarica di Massafra, chiedendone il ricalcolo del tempo di esaurimento e delle soluzioni per il periodo successivo allo stesso. Si desiderano, poi, chiarimenti sulla legittimità a norma di legge degli inceneritori che brucino “tal quale” come quello gestito da AMIU S.p.A. di Taranto. E si chiede di sapere quali siano le intenzioni in merito alle discariche di rifiuti speciali autorizzate sebbene non aderenti a quanto previsto dal D.Lgs 152/06 e come si intendono gestire i rifiuti speciali nelle aree ILVA, oggetto di esposti al NOE di Lecce.

Per quanto concerne la megadiscarica in contrada Martucci a Conversano (BA), oltre alle esigenze di bonifica e modifica dell’impianto in vista di una futura conversione in impianto di compostaggio, in sostanza, si vuole che la Regione Puglia individui un’altra soluzione per lo smaltimento del rifiuto residuo da raccolte differenziate. In ultimo, si pretendono spiegazioni sui motivi per i quali, alla luce delle gravi irregolarità accertate in sede di incidente probatorio, relative alla realizzazione delle discariche di servizio e soccorso annesse all’impianto, è mancata la rescissione, da parte della Regione Puglia, del contratto con la Progetto Gestione Bacino Bari Cinque Srl. Infine, si richiede quale sia la situazione degli impianti di conferimento rifiuti di Andria e Trani, anche alla luce dell’ordinanza del 5 settembre 2014 adottata dal Presidente Vendola.

Se tutto questo è la conseguenza di una Legge (peraltro abbondantemente disattesa), forse sarebbe il caso di fare un passo indietro e ritornare a dare dignità e sovranità ai singoli Comuni, evitando quei regimi di proroga perennemente perpetrati negli ultimi anni. Ma quella inviata non è solo una semplice riflessione, bensì una richiesta, assolutamente non trascurabile, di azione urgente su tutti i fronti segnalati.