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Accolto l'ordine del giorno di Giuseppe L'Abbate (M5S) per concedere una pensione base di 650 euro a tutti gli ex agricoltori
Accolto l'ordine del giorno di Giuseppe L'Abbate (M5S) per concedere una pensione base di 650 euro a tutti gli ex agricoltori

Agricoltura | Il Governo si impegna sulle pensioni

Una pensione base di 650 euro per tutti gli ex agricoltori, a cui andrà sommata la quota maturata con i contributi versati all’Inps negli anni di lavoro. Questo il fulcro della “mini riforma” delle pensioni agricole avanzata da Cia-Agricoltori Italiani, Anp-Associazione nazionale pensionati e Patronato Inac, che si è tradotta, prima in un emendamento e ora in un mio ordine del giorno accolto dal Governo.

Una revisione del trattamento pensionistico per gli agricoltori è imprescindibile -sostengono le organizzazioni- per giustizia, equità sociale e per favorire il ricambio generazionale. Infatti, gli agricoltori con meno di 40 anni sono sotto l’8 per cento. Gli attuali 513,01 euro di pensione che riceve mediamente l’agricoltore, non gli consentono una vita decorosa e per questo rimane a lavorare nei campi fino a tarda età. Si dà il caso che nell’agricoltura italiana, il 41 per cento degli imprenditori ha un’età superiore a 65 anni.

L’accoglimento da parte dell’Esecutivo dell’Odg, contenente le nostre proposte, è un segnale importante d’attenzione e un primo passo verso il cambiamento delle norme

Le riforme pensionistiche degli ultimi vent’anni con la reintroduzione del sistema contributivo, hanno inciso, in modo peculiare, sul peggioramento della situazione previdenziale. In particolare, per gli agricoltori, coltivatori diretti e Iap, negli ultimi decenni, il potere d’acquisto delle pensioni ha subito una perdita di oltre il 30 per cento. La cosiddetta indicizzazione, non ha infatti protetto, fino ad oggi, le pensioni di importo basso.

Da tempo Cia, Anp e Inac con una petizione popolare chiedono un adeguamento del trattamento minimo degli attuali 513,01 euro a 650 euro, quale pensione base, di importo pari alla pensione minima.

Questo Ordine del giorno impegna il Governo a valutare l’opportunità di istituire una pensione base di importo pari al 40% del reddito medio nazionale, come previsto dalla Carta sociale europea in aggiunta alla pensione liquidata interamente con il sistema contributivo, che attualmente ammonta a 650 euro mensili.

Per approfondimenti:
Cia
Foglie

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