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Crescono i timori di una guerra commerciale dei Paesi importatori dei prodotti agroalimentari pugliesi. M5S chiede l’intervento chiarificatore del Governo
Crescono i timori di una guerra commerciale dei Paesi importatori dei prodotti agroalimentari pugliesi. M5S chiede l’intervento chiarificatore del Governo

Affaire Xylella: il rischio di speculazione commerciale

La prima fu l’Algeria che, ad inizio anno, vietò l’importazione di barbatelle, le talee della vite, dalla Puglia, poi fu la volta della Francia che pose l’embargo di ben 102 specie vegetali tra cui ulivo, vite, fico, albicocco, mandorlo, pesco, agrumi, ciliegio, gelso e numerose piante ornamentali. I territori pugliesi colpiti dal disseccamento rapido dell’olivo, oltre a dover fronteggiare l’emergenza Xylella, si sono ritrovati con innumerevoli sbocchi d’esportazione chiusi, da un giorno all’altro, per i timori degli altri Stati. Sino a configurarsi, per commercianti e produttori, una vera e propria “guerra commerciale”. Nonostante la Commissione europea abbia definito come “legittime” ed “in linea con la legislazione Ue” le misure adottate dalla Francia, non mancano comportamenti che travalicano quello che, per la scienza, è il reale e potenziale impatto del batterio Xylella.

Sono oramai incalcolabili i danni per i florovivaisti salentini colpiti dall’embargo e per gli agricoltori, i quali hanno dovuto assistere al crollo della produzione olivicola nonché al disseccamento rapido di innumerevoli olivi nei propri campi. Probabilmente a causa di disinformazione, mancata chiarezza delle notizie e strumentalizzazioni politiche, si è assistito ad una vera e propria ‘psicosi da Xylella’. Si è, in pratica, proceduto alla equiparazione tra embargo delle importazioni di materiale vegetale, le piante, con embargo dei prodotti agricoli. In Puglia, è stato lo stesso Francesco Schittulli a lanciare la campagna #iononcomproMadeinFrance per rispondere alla presunta guerra commerciale sui prodotti agricoli pugliesi messa in atto da Parigi. Questo bailamme di dichiarazioni non ha fatto altro che aumentare i timori dei Paesi importatori di prodotti agricoli della nostra regione. Molte imprese esportatrici di prodotti ortofrutticoli, infatti, lamentano la richiesta di informazioni chiare da parte dei loro clienti a cui non riescono a fornire una risposta univoca e definitiva sulla sicurezza della propria merce. Una situazione incredibile e paradossale a cui urge mettere riparo.

La Gazzetta del Mezzogiorno 08.06.2015

La Gazzetta del Mezzogiorno 08.06.2015

È stato lo stesso Presidente del CNO (Consorzio nazionale degli olivicoltori), Gennaro Sicolo, ad inviare una nota qualche settimana fa al ministero della Salute, dell’Agricoltura ed alla Presidenza del Consiglio perché una cooperativa aderente al Consorzio ha ricevuto richieste da clienti giapponesi di avere rassicurazioni circa l’assenza del batterio nelle partite di olio extravergine di oliva esportate in quel Paese.

Questi episodi rischiano di creare turbative, di provocare la contrazione dei flussi di esportazione dei migliori prodotti ortofrutticoli e olivicoli italiani a vantaggio dei concorrenti e, se non adeguatamente affrontati, potrebbe innescare dei comportamenti opportunistici e speculativi. Non si deve dare adito a chi vuol alimentare delle potenziali guerre commerciali basate sul nulla.

Saranno ora i ministri Lorenzin e Martina, sollecitati da una interrogazione parlamentare a mia prima firma, a predisporre e diramare un documento scientifico in cui si attesi e dimostri che il batterio da quarantena “Xylella fastidiosa” non intacca minimamente i prodotti agricoli finali, in special modo l’olio di oliva e l’olio EVO.

Commenti

  1. […] Affaire Xylella: il rischio di speculazione commerciale […]

  2. […] sancirlo definitivamente è l’Accademia Nazionale dell’Olivo e dell’Olio da me interpellata. Con il diffondersi del batterio, infatti, è partita anche una vera e propria guerra commerciale, come lamentato dagli stessi produttori ed esportatori, verso i prodotti pugliesi. Un pericolo per […]

  3. […] restano inalterate nel caso in cui l’ulivo si ammali”. Una vicenda su cui si erano accesi i riflettori in Parlamento già nel giugno 2015 ma chiarita solo successivamente dalla Accademia Nazionale dell’Olivo e dell’Olio di […]

  4. […] restano inalterate nel caso in cui l’ulivo si ammali”. Una vicenda su cui si erano accesi i riflettori in Parlamento già nel giugno 2015 ma chiarita solo successivamente dalla Accademia Nazionale dell’Olivo e dell’Olio di […]